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Pronti per il restauro i reperti trovati a Colfiorito

Catia Turrioni
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Un protocollo per la valorizzazione delle scoperte archeologiche rinvenute nei cantieri stradali. E' quello sottoscritto da Anas e ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo. E ora, grazie a una convenzione, firmata nel luglio 2017 con la Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio dell'Umbria, Archelog onlus ha già avviato le procedure per il primo restauro finanziato con i contributi raccolti. In particolare, questo restauro - che inizierà nelle prossime settimane - interessa i corredi denominati “Carri di Colfiorito” e “Principessa di Plestia”, rinvenuti a Colfiorito durante i lavori di realizzazione della nuova statale 77 Foligno-Civitanova Marche, all'interno di una necropoli di età arcaica che ospita più di 65 sepolture. La tomba dei Carri (VI secolo a. C.) è composta da una sepoltura multipla di un uomo con una lancia, una donna con una fusaiola, peso utilizzato per la filatura della lana, e due fanciulli, insieme al corredo vascolare, una punta di lancia e una spada. Straordinario è il ritrovamento di un carro a sei ruote, sei cerchioni in ferro, probabilmente pertinenti alle ruote di un currus e a un calesse/carro funebre, oltre a morsi equini ed altri elementi metallici relativi al timone. Attualmente il corredo funebre è in deposito presso la Soprintendenza che sta concludendo le attività di selezione pubblica per individuare la ditta che si occuperà del restauro dei componenti bronzei e metallici, mentre il corredo vascolare sarà restaurato dal personale della stessa Soprintendenza.