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Il crocifisso di San Ponziano torna a casa

Catia Turrioni
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Per anni è stato stipato in un magazzino. Poi il restauro di quasi un anno. E ora il crocifisso di San Ponziano può tornare finalmente a “casa”, in quella basilica dove domenica prossima si festeggia il Santo Patrono di Spoleto. Ma prima, chi ha fatto sì che quel crocifisso alto circa 3 metri tornasse al suo antico splendore, il Lions club che c'ha investito 15 mila euro, ha voluto organizzare una cerimonia di consegna nella sala Barberini della Diocesi di Spoleto-Norcia, al cospetto dell'arcivescovo Renato Boccardo, e di tutti coloro che, a vario titolo, hanno fatto sì che quella prestigiosa opera lignea del XIV secolo tornasse nella sua sede naturale. A partire dai responsabili della Coobec, che hanno realizzato il non semplice restauro, fino alla soprintendente dei Beni culturali dell'Umbria, Marica Mercalli. “Un'opera storica ma che porta con se una lunga storia di fede- ha detto monsignor Boccardo – restituire questo crocifisso diventa un arricchimento per tutti”. “Un simbolo importante per la comunità di Spoleto, per fede e appartenenza”, ha aggiunto la vice sindaco, Maria Elena Bececco. “Quello che facciamo, non riusciamo a farlo da soli, ma grazie a tante associazioni che ci affiancano” sono state le parole della Mercalli, che ha voluto ricordare anche il sindaco Cardarelli. A spiegare nel dettaglio il restauro del crocifisso “dalla superficie completamente ridipinta tranne la parte dove è rappresentata la figura di San Ponziano ma dove erano stati provocati dei fori non tutti originati da ex voto” è stato poi uno dei soci fondatori di Coobec, Bruni.