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Chirurgia mirata per vincere il cancro allo stomaco

L'uomo è ricoverato all'ospedale di Spoleto

Catia Turrioni
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La chirurgia mirata  fondamentale per combattere il tumore allo stomaco. E' quanto emerge  da uno studio condotto al "San Matteo degli Infermi" e pubblicato dal “Journal of Investigative Surgery” di Londra, prestigiosa rivista scientifica dedicata alla diffusione di studi di altissimo interesse per la ricerca in chirurgia. La ricerca è stata condotta dal gruppo di chirurgia generale dell'ospedale di Spoleto diretto dal dottor Giampaolo Castagnoli, in collaborazione con la Seconda Università degli Studi di Napoli, l'Università di Siena, l'Istituto nazionale tumori “San Giovanni Paolo II” di Bari e l'Università “La Sapienza” di Roma. "Il tumore dello stomaco, nonostante il progressivo decremento dell'incidenza, rappresenta ancora oggi la terza causa di morte cancro-correlata a livello mondiale - spiega il dottor Castagnoli - Nonostante i recenti progressi nella diagnostica così come negli approcci terapeutici - prosegue il professionista del nosocomio spoletino - la chirurgia resettiva con una linfadenectomia estesa sono ancora considerati il gold standard curativo per i casi non metastatici. Negli ultimi anni, però, molti chirurghi si sono interrogati sulla necessità di continuare ad associare all'intervento di gastrectomia anche l'asportazione del piccolo omento, ma nessuna raccomandazione valida da un punto di vista scientifico è stata proposta". I risultati scientificamente inequivocabili ottenuti dall'analisi di circa 1400 casi di cancro gastrico hanno evidenziato che non è necessario prolungare il già delicato intervento chirurgico di gastrectomia con l'asportazione del piccolo omento indistintamente per tutti i casi, riservando tale procedura solo ad un selezionato sottogruppo di pazienti che ne possono realmente beneficiare in termini di incremento della sopravvivenza globale e della sopravvivenza libera da malattia.