Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Mambrini re di Cuba: "Per Fidel"

default_image

Tommaso Ricci
  • a
  • a
  • a

Parlare con Lorenzo Mambrini un po' di soggezione la mette. In fin dei conti, lui lerchiese doc è campione di Cuba nonchè vincitore della Copa del Comandante con la squadra del Santiago. Grazie a lui, l'Umbria è diventata famosa anche nell'arcipelago dei Caraibi settentrionali. Ma prima di parlare di Cuba, Lorenzo, a cui è stato affidato da poco l'incarico di commissario tecnico della Nazionale di Cuba, vuole mettere i puntini sulle “i”. “La mia prima sodisfazione è stata quando l'avvocato Gabriella Palmieri, con la sentenza emessa dal Tnas il 10 aprile 2014, ha cancellato la mia condanna per illecito sportivo (per una combine nel campionato di Promozione, quando allenava il Valfabbrica, ndr). La seconda è stato vincere il campionato cubano e la terza è arrivata con la chiamata di selezionatore e tecnico della Nazionale di Cuba”. Per Fidel Lorenzo, figlio d'arte di Giuliano che a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta ha lasciato grandi ricordi nel Città di Castello Calcio, ha un pensiero particolare che non riesce a trattenere, come la commozione: “Dedico questa vittoria al comandante Fidel Castro, tifosissimo del Santiago - spiega Mambrini -. Prima che morisse, l'ho incontrato all'ambasciata italiana a Cuba e mi ha messo la mano sulla spalla dicendomi ‘Forza'. Beh, quando se ne è andato il 29 novembre scorso, io e la squadra siamo andati sulla sua tomba e lì, deponendo una rosa in suo ricorso, gli ho promesso che avrei vinto il campionato con la squadra del suo cuore. Glielo dovevo: per me è stato un esempio, un uomo che non si è mai fatto mettere i piedi in testa da nessuno, che ha garantito medicine e ed educazione gratis a tutti, che ha assicurato la pace a Cuba. Ora, ve lo garantisco, Cuba è il posto più sereno e sicuro al mondo. E la vittotia del Santiago è la ‘vittoria del suo popolo'”. La carriera Mambrini, da calciatore, ha calcato i manti erbosi della serie D con il Città di Castello, per poi approdare nei professinisti con l'Arezzo di Serse Cosmi. “Dopo sono arrivato alla Baldaccio Bruni (Eccellenza toscana, ndr) per quattro stagioni - racconta Lorenzo -. Infine sono tornato in Umbria con il Torgiano di Romedio Scaia. Ho appeso le scarpe al chiodo dopo aver militato nella squadra del mio paese, il Lerchi”. E' un fiume in piena... “Nel 2006 ho preso il patentino di allenatore - continua Lorenzo - . La mia prima ma breve esperienza è stata a Castiglion Fiorentino con la Castiglionese. Poi ho guidato il Lerchi e il Valfabbrica in Promozione”. Dall'appennino all'Atlantico Ma dopo la squalifica cosa è successo? '”Lamore nel 2014 mi ha portato a trasferirmi a Cuba, esattamente nella citta' de L'Avana, - racconta il tecnico -. E lì ho continuato la mia passione per il calcio allenando la squadra Berretti dell'Academia de L'Avana. Poi la Commissione del calcio cubano mi ha proposto di andare ad allenare in Seconda divisione a Santiago de Cuba. Ho subito accettato la sfida e ho vinto al primo tentativo il campionato, riportando così la squadra nella massima serie (Liga Nacional de Futbol de Cuba), dopo 24 anni in seconda serie”. L'appetito vien mangiando Mambrini il capolavoro lo compie al suo primo approccio nella massima serie con la stessa squadra, portando i suoi ragazzi alla conquista del campionato, con due giornate di anticipo della fine dello stesso, senza subire l'onta della sconfitta. Centrando 32 risultati utili su altrettante gare disputate, e in mezzo si prende il lusso di vincere anche la Copa del Comandante, equivalente alla nostra Coppa Italia. “Il Santiago de Cuba nella sua storia di 102 anni è la prima volta che trionfa nella massima serie. La Federazione del calcio cubano mi ha poi convocato nella propria sede alla Ciudad Deportiva - racconta un emozionato Mambrini - e con mia grande sorpresa mi hanno offerto la carica da tecnico della Nazionale. Dopo una riflessione di una settimana ho accettato l'incarico. Un onore davvero poter rappresentare l'Italia a Cuba, dovrò stare assolutamente con i piedi per terra perchè sarà un'avventura durissima ma anche l'entusiasmo è tanto. Concludo ringraziando i miei primi tifosi: la mia compagna Stefanie e la mia famiglia che dall'Italia mi segue con tanto affetto. Grazie”. A te, mister Lorenzo. Remo Bellucci