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Il portiere da 30 gol (fatti) all'anno

Il biancoverde Francesco Rossi

Tommaso Ricci
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Un ciuffo di capelli. "Se li trovate ancora - sorride -. Magari qualche anno fa...". Un pugno di terra da sotto le scarpe. "Se volete, ho quella del campo di Madonna Alta, me la sento ancora tra le mutande - aggiunge -. Mi ricordo un gol in tuffo di testa in quello stadio che sembravo Aldo Baio che sbuca dalla sabbia in 'Tre uomini e una gamba'". Poi un paio di mojito da versarci dentro. "E' un peccato. Pensate - fa ancora Francesco -: quando dico che ero un portiere bravo nelle uscite, tutti pensano a quelle serali...". Poi alias, silias, trilias come ci ha insegnato il mago di Arcella e la pozione è fatta. Magia. Come ti trasformo il miglior portiere dell'Eccellenza del 2004 nel capocannoniere del girone A di Seconda categoria del 2017 con 23 reti (più le sette segnate in Coppa Primavera). E' la storia di Francesco Rossi del Parlesca, il bomber geneticamente modificato dell'Umbria, l'opera più perfetta di tecnologia del Dna applicata al calcio. "Sono ingegnere - continua l'attaccante -, ma credetemi se questa è tutta un'altra cosa...". TRANSFORMER "Per venti anni il mio compito non è stato quello di fare gol, ma di evitarli - racconta Rossi -. Poi nel 2013, dopo diverse stagioni in Eccellenza e Promozione 8 da protagonista, aggiungiamo noi, ndr) con Ellera, San Marco Juventina, Pantalla e Pontevalleceppi avevo deciso di staccare un po' per dedicarmi a un calcio meno impegnativo e  così mi sono ritrovato a giocare con gli amici del Montemorcino Uisp ai quali serviva una boa davanti. Il risultato è stato ottimo. "Passione per il calcio ritrovata e tanti gol segnati - prosegue - tanto che il mio amico e attuale tecnico, Giacomo Sciurpa, mi ha chiamato alla Monte Tezio in Seconda categoria e io, complice un piccolo intervento agli occhi che mi avrebbe tenuto fuori dai campi per circa tre mesi, ho accettato la proposta, quasi convinto di andare a fare figuracce sui campi della Figc". Invece... Invece continuate a pensare che Arcella fosse un quaquaraquà... "Appena disponibile, ho giocato 20 partite e segnato 18 gol e abbiamo vinto il campionato ai play off. Poi, dopo una breve ma significativa parentesi alla Nuova Alba, sono tornato alla Monte Tezio in Prima categoria quindi, complice la mancata iscrizione della società al campionato la stagione successiva, ho iniziato a pensare di riavvicinarmi al pianeta Uisp. Nel frattempo, però, ho ricevuto di nuovo la telefonata di Giacomo (Sciurpa, ndr) che mi ha prospettato una stagione da capitano nel Parlesca, società che avrebbe accolto buona parte del gruppo ex Monte Tezio. Ho accettato sebbene avessi alcune perplessità dovute più che altro all'impegno e alla distanza da Foligno dove attualmente lavoro. Ma...". Ma? "Devo dire che ancora una volta ha avuto ragione lui, Giacomo - sono le parole di Rossi -: ho conosciuto una società modello, tifosi splendidi e segnato un totale di 30 gol stagionali tra campionato e coppa". Più magia di questa? Il Parlesca, evidentemente però, ha voluto fare tutto da sè, senza chiederci aiuto, quando bastavano la ricetta e le dosi giuste. "C'è grande rammarico per la stagione che abbiamo appena concluso - dice Francesco -. Dopo una partenza stentata avevamo raggiunto la seconda posizione per poi perderci nelle battute finali dove abbiamo fallito troppi match point e così ci siamo ritrovati fuori dai play off che erano ampiamente alla nostra portata. E' stato comunque un campionato di ottimo livello: le prime otto classificate meritavano tutte il salto di categoria. Ma se penso che anche in Coppa siamo arrivati a un passo dalla semifinale, posso solo dire che questa è stata la stagione dei rimpianti". NEW LOOK Addio al ciuffo fonato che sventolava tra i pali, ma la pelata sarebbe il meno. Qui, appunto, è questione di geni modificati di certo. "Vincere la classifica cannonieri è sicuramente una bella soddisfazione, anche se ovviamente va ricordato che io sono solo il finalizzatore del gioco che produce la squadra. Alla fine, tra campionato e Coppa, ho segnato 30 gol conditi da tre triplette e un poker. E per ricordarmi che è tutto vero conservo i palloni di queste quattro gare in una mensola a casa: vederli accanto al premio miglior portiere di Promozione mi fa un po' strano. Erano altri tempi: era il 2004, giocavo con l'Ellera, avevo i capelli lunghi e giocavo con la fascetta in testa...". E' cambiata la sostanza, ma la forma è rimasta quasi la stessa, che lo vedi segnare tuffandosi di testa che, per un attimo, pensi 'questo si butta per toglierla con le mani'". E invece no. Vola e segna piuttosto che volare e parare come faceva un tempo, in quell'altra vita. Francesco Rossi è un bomber diverso, unico. "Sono alto un metro e 88 per 90 chili, per cui se prendo posizione in area poi è difficile spostarmi - spiega -. Ecco perchè segno quasi esclusivamente di testa". Cinque o sei volte, quest'anno, l'ha inzuccata salendo a un metro da terra, parallelo al terreno, praticamente un boeing che prende quota. "Ho una buona acrobazia e un bello stacco in terzo tempo - ride -, vero. Ma con la Resina, non so se lo sapete, ma ho pure segnato in rovesciata". COME ZLATAN Avesse lo chignon e 15 milioni di euro nel portafoglio ogni dicembre, qualcuno lo potrebbe scambiare pure per Zlatan Ibrahimovic. "Da bomber il mio idolo è sempre stato lui che nonostante un piedone numero 47 e un fisico imponente riesce a fare tocchi di classe e movimenti acrobatici incredibili - fa ancora Francesco -. Da portiere, invece, a parte i mostri sacri Buffon e Neuer mi è sempre piaciuto Sorrentino. Tifo per il Perugia e, a proposito, secondo me il Grifo ha un vero fenomeno in porta. Brignoli ha l'atteggiamento che avevo io da portiere: sempre alto, legge l'azione con anticipo e intuisce le mosse dell'avversario. Il mio punto di forza erano proprio le uscite, poi cosa c'entra, lui calcia destro e sinistro indifferentemente... Io, se potessi, colpirei sempre di testa". Troppo trasporto. Non è che, niente niente, lo vediamo tra poco fare il percorso inverso e tornare sui suoi passi? "Anche se adesso è prematuro parlare della prossima stagione, a differenza degli anni passati non mi sfiora l'idea di smettere anche se a maggio arrivo sempre 'cotto - chiosa -. Sarà che brucia ancora l'epilogo di questa annata. Penso comunque di rimanere nel calcio anche quando smetterò di giocare, anche se di allenare una squadra non se ne parla: troppe situazioni da gestire e paghi spesso colpe non tue". Eppure, il primo amore non si scorda mai. Puoò fare dei giri immensi, ma poi ritorna, vero Antonello? "E' vero. Di sicuro proverò ad allenare i portieri, anche se non sarebbe male una carriera da dirigente accompagnatore fatta di grossi pranzi domenicali prepartita, devo solo trovare una moglie santa che me lo consenta". Che si innamori del suo farsi avanti o del suo incassare i colpi? O di tutte e due le cose? Tommaso Ricci