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Commissione d'inchiesta su Valnestore e Gesenu: "Valutare impatto ambientale"

Alessandro Antonini
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Sono arrivati in mattinata a Pietrafitta in Valnestore i parlamentari membri della commissione bicamerale sugli ecoreati: scortati dai carabinieri, dal Noe, da Arpa e dai sindaci di Piegaro e Panicale hanno toccato con mano gli oltre duecentocinquanta ettari dove sono stati interrati negli anni rifiuti e ceneri da lignite e da carbone proveniente da La Spezia, poi hanno ascoltato in audizione gli stessi carabinieri del nucleo operativo ecologico Francesco Motta, il corpo forestale con il generale Guido Conti, il procuratore capo Luigi De Ficchy, il comandante provinciale della finanza Dario Solombrino, i tecnici Arpa guidati dal direttore Walter Ganapini quelli della Asl, i rappresentanti del comitato Soltanto la salute (il presidente Ivano Vitali e l'avvocato Marcello Volpi) e i sindaci di cui sopra, Roberto Ferricelli e Giulio Cherubini. E' stata affrontata la questione Pietrafitta, naturalmente, ma anche la Gesenu. "Due terzi delle audizioni - spiega il presidente della commissione Alessandro Bratti, Pd - sono secretate perché ci sono delicate indagini in corso. Certo è che su Gesenu qualcosa non ha funzionato da un anno a questa parte sono stati perpetrati gli stessi reati, ci sono state lentezze nel prendere adeguate contromisure e fare le dovute verifiche. E forse la gestione commissariale non ha funzionato come doveva". Emerge un quadro, soprattutto finanziario "non con eventi a spot ma con un disegno che portava la società a guadagnare il più possibile con sistemi non proprio lineari", dice ancora Bratti. Che conferma che sono in corso indagini sull'eventuale coinvolgimento di funzionari pubblici. Per la Valnestore è stato rilevato un "problema di carattere sanitario per capire se, rispetto ai dati che sono stati già resi noti, vadano fatti ulteriori approfondimenti, per accertare o meno il collegamento tra ceneri e eventuali patologie tumorali. In questo quadro va definita l'entità del danno ambientale, senza dimenticare l'impatto delle emissioni della centrale di allora". Sotto la lente anche i passaggi dei terreni contaminati da Enel a Valnestore sviluppo, società pubblica costituita da Comuni e ex comunità montana. E se si rientra nella nuova legge sugli ecoreati, con la fattispecie di inquinamento ambientale, non c'è prescrizione che regga.