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Aziende umbre in una colossale frode fiscale da 660 milioni

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Sergio Casagrande
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Ben 78 società, di cui 2 qualificate quali "cartiere" ed altre 76 attive nei settori del commercio di prodotti di consumo informatici, dislocate in mezza Italia per una colossale frode fiscale. E tra loro ci sono anche aziende dell'Umbria insieme a imprese di  Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. La guardia di finanza, con l'operazione denominata "Fast Sprint", partita dalla città di Ascoli Piceno, ha messo fine a una maxi frode da oltre 662 milioni di euro. Questo tipo di frode - hanno spiegato gli investigatori -  ha pochi precedenti per entità e le indagini sono state avviate in seguito a un sequestro di accessori per l'informatica contraffatti. I finanzieri hanno individuato una massa impositiva sottratta all'Erario pari a 396 milioni di euro di ricavi, 109 milioni di euro ai fini dell'I.R.A.P. (Imposta Regionale sulle Attività Produttive), 8,5 milioni di euro di costi indebitamente detratti, 1,5 milioni di euro di ritenute non operate e/o non versate, in aggiunta alle correlate violazioni all'I.V.A. Per 147 milioni di euro. In nomi delel società coinvolte e dei loro referenti legali non sono stati resi noti ma è stato specificato che si tratta di imprese che avevano rapporti commerciali con l'Italia e anche con l'estero e in particolare con Germania, Olanda, Romania, Estonia, Danimarca, Austria, Regno Unito, Ungheria, Cipro, Svizzera, Lussemburgo e Slovenia.