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L'arrivo di nuovi profughi non piace ai sindaci

Alessandro Antonini
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I Comuni non ci stanno. E si oppongono alla distribuzione di nuovi richiedenti asilo e profughi “imposta” dalla prefettura e dal ministero senza una sinergia istituzionale e un raccordo per la gestione dell'accoglienza anche sul fronte sicurezza. Tre sindaci, di colori politici diversi, si sono rivolti all'ufficio territoriale del governo. La realtà più grande è Città di Castello, dove sono annunciati 8 nuovi arrivi in una palazzina in zona Prato dal Gambia e dal Senegal, sotto l'egida dell'Ati Ora d'Aria (capofila Arci), che dovranno partecipare ad un corso di formazione lavoro al Bufalini: il sindaco socialista Luciano Bacchetta ha incontrato martedì 9 agosto il prefetto Raffaele Cannizzaro. (Leggi anche Questione migranti, vertice in prefettura). Questo dopo le polemiche e il sit in di sabato 6 agosto organizzato dal centrodestra. Assemblee e proteste c'erano state a febbraio anche a Fratta Todina, con assemblee pubbliche in cui l'amministrazione aveva combattuto non senza accuse di xenofobia contro l'arrivo di profughi nel rinnovato hotel Altieri. Davanti ad assicurazioni che l'hotel non sarebbe stato idoneo ad ospitare, ecco che nei giorni scorsi sono arrivati undici ospiti dal Bagladesh, due famiglie che sembrano già integrate avendo partecipato anche alla sagra paesana finita domenica. Ma il sindaco Giuliana Bicchieraro (area Pd) ha voluto scrivere al prefetto (lettera del 27 luglio) per esprimere il dissenso sulla scelta di un Comune con 1839 che già ospita 219 stranieri. Un dissenso rivolto al ministero e al governo, coloro che dispongono di modalità e numeri delle accoglienze. (Leggi anche Arrivano nuovi profughi nei piccoli comuni). Altra alzata di scudi a Bettona con Lamberto Marcantonini (area centrodestra). Venti i profughi indirizzati nel comune, dove si contesta anche la scelta di un immobile che sarebbe non agibile. Non manca Deruta, dove sono stati di recente inviati diciassette richiedenti asilo, nella nuova direttiva che include anche i comuni meno grandi nella mappa dell'accoglienza.