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Coronavirus, a chi spettano i 600 euro di indennità: i requisiti

Tommaso Ricci
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Il decreto Cura Italia contiene al suo interno alcune norme di sostegno anche per chi opera nell'ambito delle attività sportive. La norma che ha suscitato il maggiore interesse da parte della nostra categoria è quella di cui all'articolo 96, alla voce “indennità collaboratori sportivi”. Il decreto prevede il riconoscimento di un'indennità per il mese di marzo di 600 euro in relazione ai rapporti di collaborazione di cui all'articolo 67, comma 1, lettera m) T.U.I.R., già in essere alla data del 23 febbraio 2020, instaurati da federazioni sportive nazionali (FSN), enti di promozione sportiva (EPS), società e associazioni sportive dilettantistiche (SSD e ASD). L'indennità non concorrerà alla formazione del reddito e non dovrà essere calcolato ai fini del computo, sia della fascia esente dei 10 mila euro, che di quella successiva di 30.658,28 euro. Per accedere al contributo dovrà essere inviata dall'interessato un'autocertificazione della preesistenza del rapporto di collaborazione non professionale e della mancata percezione di un reddito da lavoro. Le domande dovranno essere presentate alla società Sport e Salute Spa che gestirà il contributo attraverso i fondi destinati e a questa riconosciuti dal bilancio dello stato. Sarà la società medesima che procederà alla valutazione e liquidare chi ne avrà diritto.  La norma, va ricordato, si riferisce a compensi per prestazioni di natura “non professionale”; presuppone la mancata percezione di altri redditi di lavoro; si riferisce a un rapporto di collaborazione che dovrà essere documentato e in essere alla data del 23 febbraio 202 e richiede appunto un'autocertificazione di tali requisiti. Rimangono esclusi dal beneficio quegli allenatori e preparatori atletici che sono privi di un accordo di collaborazione documentabile al 23 febbraio 2020 o che comunque percepiscono altro reddito da lavoro.