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Cucinelli si confessa: "I soldi non bastano per essere felici"

Catia Turrioni
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Il re del cashmere, l'imprenditore "umanista", l'industriale tra i più ricchi d'Italia Brunello Cucinelli si è raccontato negli studi di Rai Radio1 a "Un Giorno da Pecora", ospite della trasmissione condotta da Geppi Cucciari e Giorgio Lauro. Cucinelli ha parlato del suo rapporto con la fede, spiegando di aver pensato di fare il monaco (ma solo part time) di come intende il profitto nella sua azienda, dei rapporti coi sindacati ma anche di cose più leggere, come il tuo tifo calcistico e l'imitazione che gli ha dedicato Maurizio Crozza. "Quando ho iniziato a guadagnare un po' di soldi - ha raccontato - dicevo sempre al mio Creato: aiutami a rimanere me stesso. Però da grande, e da ricco, posso dire che con i soldi non trovi la tranquillità dell'anima, che si trova solo guardando il cielo, il creato”. E' vero che voleva fare il sacerdote?, è stato chiesto. “No, per me la cosa ottimale sarebbe stato fare il monaco, il monaco a part time”. Il monaco part time? “Si, perché ogni essere umano dovrebbe dedicare, se può, tre ore al giorno all'anima”. Tornando ad argomenti più "terreni", Cucinelli si è detto indeciso se tifare Inter o Juve. “Perché per me è determinante chi l'allena - ha spiegato -  A me non piacciono mai le persone troppo arroganti, specialmente quando vinci”. Brunello Cucinelli è diventato una delle imitazioni più divertenti di Maurizio Crozza. “La cosa mi ha fatto piacere, l'imitazioni mi piace molto, la satira mi piace, dai tempi dell'antica Grecia. Diciamo che fino a qualche giorno prima ero un po' in tensione. Devo dire che pensavo mi vedesse in modo leggermente peggiore”, ha concluso l'imprenditore a Un Giorno da Pecora.