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Geotermia, consensi dagli imprenditori al progetto di Castel Giorgio

Catia Turrioni
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Una risoluzione per duplicare il geotermoelettrico. E' stato Diego Righini, il manager di Geotermia Italia spa (la società che dovrebbe occuparsi della realizzazione dell'impianto), a illustrare martedì alla X commissione della Camera dei Deputati (che sta portando avanti un'indagine conoscitiva sulle prospettive di attuazione e di adeguamento della  strategia energetica nazionale al piano nazionale energia e clima per il 2030) il progetto a zero emissioni che vedrà nella regione Umbria la prima centrale pilota a Castel Giorgio, nell'Orvietano.  Sull'argomento si sono moltiplicate le prese di posizione. Stefano Signori, presidente di Confartigianato Imprese di Viterbo, ritiene auspicabile che si trovi una soluzione che da una parte tuteli i territori e dall'altra non leda i legittimi interessi delle imprese. “In mancanza di un piano energetico strategico nazionale – spiega in una nota – l'opportunità di uno sviluppo a basso impatto ambientale, riconosciuto dagli uffici dei ministeri e delle istituzioni competenti, credo possa essere un'interessante idea di sviluppo, soprattutto in assenza di emissione di combustibile fossile e di sostanze invadenti o radioattive come potrebbero essere quelle chimiche o addirittura nucleari”. E aggiunge: “Io credo si debbano abbandonare i preconcetti e si debba avere una visione più completa sulla vicenda, considerando che le stesse Nazioni Unite hanno individuato nel geotermico l'unica alternativa al carbone nella produzione di energia, utile soprattutto per la riduzione dell'aumento delle temperature terrestri. I territori locali – continua il presidente di Confartigianato – non devono avere paura del cambiamento portato dalla green economy: sì, pertanto, al geotermico, se a zero emissioni e nel rispetto delle regole e delle procedure previste”. Anche Roberto Biagioli, presidente di Assocave, esprime parere positivo al progetto della centrale di Castel Giorgio. “Siamo solidali con l'azienda Itw Lkw Geotermia Italia spa che dopo essere stata autorizzata dagli uffici competenti di Regione Umbria e Ministeri dell'ambiente, beni culturali e sviluppo economico ed avere vinto le cause al Tar dell'Umbria, si trova sotto attacco incrociato di comitati non rappresentativi e da una parte di una politica che non sa tutelare il proprio tessuto produttivo. Se una impresa investe e rispetta le leggi perché deve essere combattuta e non sostenuta dalle amministrazioni locali'”. Nel suo intervento alla Camera dei deputati, Righini, ha proprio evidenziato come il vero danno allo sviluppo del settore geotermico sia commesso dai sindaci di Comuni sotto i 5000 abitanti “che invece di pensare  al volto e all'ecologia del territorio hanno pensato di governarlo sulla paura del cambiamento”. “In Toscana –ha continuato Righini – ci sono quasi trenta centrali e non c'è mai stata alcuna scossa di terremoto”.