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La Lega B annuncia ricorso al Consiglio di Stato. Santopadre: "La Figc rischia di risarcire i 19 club di B"

Santopadre

Nicola Uras
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“Altro che un risarcimento verso quattro o cinque club, la Figc rischia di doverne risarcire 19” è il grido di battaglia di Massimiliano Santopadre. Il presidente del Perugia - consigliere di Lega B e a capo della commissione interna sulla spending review - è stato in prima fila nella caldissima assemblea della Lega B che ha annunciato ricorso al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar del Lazio che aveva bocciato il formato del campionato a 19 squadre. La decisione è stata presa all'unanimità dai 19 presidenti presenti ieri a Milano. “Abbiamo impugnato l'ordinanza del Tar dinanzi al Consiglio di Stato (forse già oggi la risposta, ndr) chiedendo di tutelare il nostro campionato e i diritti acquisiti sul campo dalle nostre 19 associate”, ha tuonato il presidente della Lega B Mauro Balata al termine dell'assemblea. “Abbiamo appreso che la Federazione non intende impugnare l'ordinanza che censura dei propri provvedimenti, è una notizia gravissima: a questo punto chiediamo se facciamo parte di questa federazione oppure no. Così scopriamo che la stessa Figc non riconosce le sue stesse delibere e ritene di dover tutelare soggetti ancora non identificabili attraverso i ripescaggi”, ha aggiunto. “Qualora vi fossero eventi tali da sconvolgere l'assetto del campionato le nostre 19 associate si tuteleranno in ogni sede e contro ogni soggetto responsabile” ha concluso il numero uno di Lega B. “Non ci interessa giocare nei tribunali ci interessa solo la parte sportiva - ha invece continuato Santopadre - ci sono dei club che non hanno diritto a giocare in questo campionato che vogliono vincere fuori dal campo. Assurdo che dopo 8 partite ci vengano a dire che è stato fatto non va più bene. Chi è primo attualmente in questo modo potrebbe anche arrivare quindicesimo. E una situazione intollerabile, ci stanno mettendo in mezzo da tutte le parti da tre mesi. Ora basta. Vogliamo che lo Stato ci tuteli perché siamo gente onesta, abbiamo sempre pagato stipendi ai calciatori, ci sono imprenditori importantissimi ai quali oggi viene detto di fermarsi e ricominciare per il potere degli amici degli amici. Ci hanno detto che siamo dei venduti, dei morti di fame, degli irresponsabili, ma siamo le uniche vittime di questa situazione. La Figc ci diede il via al campionato, ancora oggi non si sa chi sono le ripescate. Qui siamo tutti uniti, qui non c'è Lotito, ogni volta si dice che è lui. Qui siamo 19 club che fanno parte di una lega e siamo tutti uniti. Basta, fateci giocare le nostre partite. Vogliamo solo questo”, le parole del presidente del Perugia al termine dell'assemblea. Intanto domani si gioca, a meno di altri colpi di scena.