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Perugia, Santopadre traccia la strada per la A: "Ci serve più entusiasmo"

Il presidente del Perugia Santopadre

Roberto Minelli
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Riposto nell'armadio il cappello nero a falda larga prezioso amuleto nella striscia di nove risultati utili consecutivi, il presidente Massimiliano Santopadre è più carico che mai per lo sprint finale del suo Grifo a caccia della serie A. Presidente, come valuta il pareggio con il Venezia? “Ho visto una grande prestazione e una grande reazione. Dopo la sconfitta con l'Avellino non era semplice ripartire, il Venezia poi è una squadra ostica che gioca molto coperta con palle lunghe. In più mancavano quattro giocatori importanti, non trovavamo i meccanismi. Siamo stati bravi nel credere nella rimonta ma...”. Ma c'è un però... “C'è troppa negatività intorno alla squadra, pessimismo. L'ambiente è freddo e distante, leggo e sento troppe critiche. E invece ci serve più ottimismo ed entusiasmo, da parte di tutti. A partire dai dirigenti, sino ai tifosi e a voi giornalisti”. Che obiettivo si pone per questo finale di campionato? “Mi piace sognare ma se vogliamo la Serie A dobbiamo accompagnarli noi i ragazzi. Ma l'entusiasmo non parte attorno a questa squadra... eppure mai in Serie B eravamo messi così bene a questo punto della stagione”. Mai come quest'anno il campionato è aperto a tante soluzioni. Davanti come in coda alla classifica... “A volte ci dimentichiamo, nel giudicare le partite e il campionato del Perugia, che ci sono anche gli avversari. A parte l'Empoli ci sono dieci squadre in corsa per i play off e altrettante nella lotta per non retrocedere. E' un torneo incredibilmente equilibrato e si deciderà tutto nelle ultime tre giornate. Dico di più, un paio di posizioni si determineranno proprio alla fine. Per questo non dobbiamo essere isterici nel valutare le partite del nostro Perugia”. Come giudica il lavoro di Breda? “Importantissimo. Ci ha preso che eravamo diciottesimi e ora siamo sesti con una distanza di cinque punti dal secondo e dal nono posto. Sto con lui tutta la vita e con il suo modo di pensare e vedere il calcio perché ci ha portato ad avere 54 punti. E in questo gioco contano solo i risultati”. Dall'arrivo di Diamanti si parla molto del modulo, di 3-5-1-1 e di 3-4-1-2. Qual è la sua opinione al riguardo? “Dico che adesso per andare in Serie A non servono i moduli ma solo tanta forza mentale e voglia di raggiungere l'obiettivo. Ma se vogliamo parlare di moduli dico che la nostra peggiore partita l'abbiamo fatta ad Avellino con il 3-5-2 e quella migliore con la Cremonese, in particolare la ripresa arrembante come piace a me, sempre con il 3-5-2. Questo per dire che con lo stesso modulo si può fare bene bene ma anche male male. Con il 3-4-1-2 gli attaccanti si devono sacrificare di più e tutta la squadra deve avere un altro approccio. Si può giocare in tutti i modi ma è sbagliato pensare che sia il modulo a esaltare i giocatori ma il contrario. Diamanti? Non deve essere visto come il salvatore della patria, come quello che deve risolvere le partite. E' un ragazzo che non deve essere gravato di troppe responsabilità”. Fisicamente come sta il Perugia? “Come tutte le altre squadre, non benissimo. Stavamo meglio un mese e mezzo fa ma la condizione atletica adesso è uguale per tutti. Posso dirvi che in Lega mi sto battendo per accorciare la sosta invernale e tagliare qualche turno infrasettimanale, in particolare quelli di febbraio e aprile perché le squadre ci arrivano logorate e spesso vanno incontro a serate gelide perché l'inverno si sta sovrapponendo alla primavera...”. L'appello al pubblico perugino ha avuto il suo effetto sabato. “Sono contento. Contano i numeri e se li guardiamo abbiamo registrato duemila spettatori in più rispetto alle precedenti partite in casa. I prossimi risultati spero diano l'incremento per un ulteriore crescita e avere un Curi ribollente per lo sprint finale”. La settimana è di quelle clou: trasferta a Carpi, domenica il derby con la Ternana. “Un ciclo terribile. Il Carpi è una squadra abile nella fase difensiva, brava nelle ripartenze, molto fisica. La Ternana significa derby, una partita a parte. Di sicuro in questo momento affrontare una squadra che sta lottando per non retrocedere è più complicato che affrontare uno scontro diretto play off...”. Nicola Uras