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Bucchi verso l'olimpo biancorosso: in B solo Castagner e Galeone hanno fatto meglio

La Curva Nord del Perugia (foto Testa)

Nicola Uras
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Il pallone perugino è rimbalzato nel punto più alto dell'era recente. A queste latitudini, l'ultima volta, era stato avvistato 12 anni fa. La distanza dalla serie A non è mai stata così ridotta anche se gli per gli ultimi due passi, semfinale e finale play off, serve un Grifo gigante. Che parte dal quarto posto costruito dall'esordiente Bucchi con 65 punti (1,54 di media). Santopadre, presidente prototipo dell'anti "mangia-allenatori", quando punta sulla gioventù per andare a coprire le caselle fondamentali del club, difficilmente fallisce il bersaglio. Il bello deve ancora arrivare, il Grifo ha più di un conto in sospeso con i play off, intanto però Bucchi si è avvicinato, in pochi mesi, all'olimpo della panchina biancorossa. Più in alto del tecnico marchigiano, in serie B, sono arrivati solo Castagner e Galeone, due mostri sacri del pallone perugino insieme a Cosmi (ha guidato il Perugia solo in A). Il maestro Ilario è l'unico ad aver chiuso il campionato al primo posto nella stagione 1974-75, la vittoria allora valeva 2 punti e con le regole odierne avrebbe messo insieme 66 punti in 38 giornate (1,73 di media). Il Profeta invece è arrivato terzo nel 1995-96: ereditò la squadra alla nona giornata con 7 punti per portarla fino a 61 (1,86 la media galeoniana). Erano i tempi in cui andavano in A le prime quattro anche due stagioni dopo quando ancora Castagner, subentrando a 11 giornate dal termine, firmò l'ennesimo miracolo con 25 punti (2,27 a gara), raggiunse il Torino di rincorsa al quarto posto a quota 62 per poi vincere lo spareggio di Reggio Emilia. Come Bucchi chiusero in quarta posizione altri due tecnici a cui sfuggì però la A per un soffio: Agroppi perse una sola partita nella stagione 1984-85, il record nella storia cadetta, ma finì (oggi sarebbe a quota 59 in 38 gare: media 1,55) a un punto dalla terza e la promozione era solo per le prime tre; Colantuono nel campionato 2004-05, a 22 squadre come l'attuale, portò il Perugia fino a 74 punti (1,76 la media), rimase fuori dal salto diretto solo per la classifica avulsa e perse la finale play off contro il Torino. Altro spareggio, due anni fa, con Camplone in panchina che arrivò alla post season con il sesto posto e 66 punti (1,57 a partita), perdendo poi il preliminare in casa contro il Pescara. Il Grifo ci riprova ancora con l'esordiente Bucchi. E la storia recente spiega che il quarto posto è una bella carta da giocare. I play off per determinare la terza promozione in serie A sono stati introdotti nella stagione 2004-05. Per 9 campionati la formula è stata con 4 squadre e in 7 occasioni è andata in serie A la terza classificata al termine della stagione regolare: solo la Sampdoria nel 2012 risucì a rompere l'incantesimo vincendo da sesta, mentre nel 2007 non si giocarono gli spareggi per la distanza di 10 punti tra terza e quarta con salto diretto di Juventus, Napoli e Genoa. Nelle ultime 4 annate i play off sono stati allargati ad un massimo di 6 squadre che rientrano nel "perimetro" di 14 punti di distanza dalla terza. Il Cesena di Bisoli nel 2014, il Bologna di Rossi nel 2015 e il Pescara di Oddo un anno fa hanno centrato la serie A: segni particolari? Tutte avevano chiuso la regaular season al quarto posto. Domenico Cantarini