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Gattuso e Perugia: la fuga dalla finestra, l'esultanza e i baracconi

Gennaro Gattuso con il Pisa (foto Belfiore)

Nicola Uras
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Diretto, onesto, simpatico. Gennaro Gattuso nel post partita si lascia andare anche al ricordo della sua esperienza a Perugia quando, ancora ragazzino vinse due volte il campionato Primavera riuscendo a esordire in prima squadra prima della famosa fuga per la Scozia. “Tornare a Perugia è sempre una grande emozione e la mia carriera la devo a Perugia. Questa città e la famiglia Gaucci mi hanno permesso di diventare uomo. Ma lo devo soprattutto agli allenatori che ho avuto come Amenta, Giannattasio, Montenovo... Angelo mi veniva a prendere per accompagnarmi ad allenarmi quando non volevo andare a scuola. Da quegli anni è passato tanto tempo ma qui ho vissuto la mia gioventù, ricordo i pomeriggi ai baracconi, le tante stronzate fatte ma anche le cose positive...”. Impossibile non tornare sulla fuga. “Se sono scappato dalla finestra? Ovvio, con Gaucci si poteva fare solo così. Non avevo il contratto con il Perugia e con la cifra che mi davano in Scozia non potevo fare altrimenti. Mio padre mi avrebbe preso a calci in culo se avessi rifiutato...”. Il gol da ex con il Milan “è stato un errore esultare, ma ne facevo così pochi....”. IL PAREGGIO TRA PERUGIA E PISA 2-2 Infine il pareggio in rimonta di martedì: “Dopo il 2-0 pensavo servisse la rete porta palloni, invece siamo una squadra viva nonostante le difficoltà di questi mesi. Non abbiamo fatto la preparazione e puntualmente al 70' caliamo e tanti giocatori mi chiedono i cambi.... Certo, abbiamo fatto due tiri e due gol, ma di fronte a un Perugia che gioca così, che ti fa venire il mal di testa con tutte quelle rotazioni a centrocampo, che da una parte ti attacca con le sovrapposizioni e dall'altra in un modo diverso... è dura. Il Grifo fa un grande calcio, difficile da vedere in B. Il mio amico Cristian è migliorato molto. Poi certo, a parti invertite sarei molto arrabbiato”. L'ANALISI DI BUCCHI