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Caso Ascoli-Perugia, parla Santopadre: "No a ricostruzioni dei fatti ipocrite"

Il presidente Santopadre (foto Testa)

Nicola Uras
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Alla fine per giocare Ascoli-Perugia - dopo un lungo e disorganizzato balletto di proposte alternative, rifiuti improvvisi e cambi di programma - si è rivelata decisiva la firma del sindaco Castelli. Le due squadre scenderanno in campo domenica alle 15, allo stadio Del Duca di Ascoli, a porte chiuse e dopo il rinvio di un giorno. "In accordo con la società Ascoli Picchio e mosso, in particolare, dall'amore per i colori bianconeri ho deciso di assumermi la responsabilità di autorizzare in deroga l'utilizzo dello stadio Del Duca per lo svolgimento della partita Ascoli Perugia a porte chiuse" ha fatto sapere nella notte tramite facebook il primo cittadino ascolano. LA DECISIONE: SI GIOCA A PORTE CHIUSE In merito è intervenuto anche il presidente del Perugia per dare la sua versione dei fatti. "La Lega B era assolutamente contraria all'inversione di campo che ho proposto io a patto che anche il ritorno, come da calendario, si giocasse al Curi. Noi abbiamo dato massima disponibilità - ha fatta sapere Santopadre tramite un comunicato - a giocare in qualsiasi campo d'Italia. Non accetto false ipocrisie sulla solidarietà in quanto anche noi siamo stati colpiti dal sisma e con la mia azienda e il Perugia ho cercato di essere d'aiuto a queste popolazioni". "L'unica cosa alla quale mi sono fermamente opposto - specifica - era la decisione di dare l'agibilità dello stadio Del Duca ai soli tifosi ascolani escludendo invece i tifosi del Perugia. Di sicuro non mi va di passare da vittima a carnefice a causa di alcune persone che non sanno nemmeno di cosa stanno parlando" conclude riferendosi a ricostruzioni dei fatti non attinenti alla realtà.  SALTA PESCARA COME CAMPO NEUTRO Alla fine comunque si gioca. Il Grifo dopo la rifinitura è partita per Ascoli e Bucchi culla la possibilità di recuperare pienamente sia Dezi che Di Carmine. Non convocati Belmonte e Zebli, al posto dello squalificato giocherà Mancini.