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Foligno, Battistini dopo l'esonero: "Mi sento tradito"

Luca Mercadini
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Mister Battistini, dica la verità come si sta senza panchina? “Non lo nego, male. Mi piace il campo e senza non si vive bene, ma questa situazione mi serve per aggiornarmi. A giugno finisco il master e a settembre ho l'esame finale, poi a novembre mi laureo in psicologia a Como. Diciamo che il tempo mi serve per studiare...”. Non tutti i mali vengono per nuocere... “Per resistere in un mondo supercompetitivo come il nostro bisogna aggiornarsi di continuo, chi non lo fa rischia di restare fuori”. Quanto le è bruciato l'esonero di Foligno? “Molto, è normale. Avevo accettato dopo il rifiuto in estate di allenare in serie D per due motivi. La presenza di Alvaro Arcipreti con il quale avevo vinto due campionati di fila a Perugia e, mi piace sottolinearlo, siamo stati gli unici a farlo, secondo motivo Roberto Damaschi presidente che conoscevo dai tempi del Grifo e che mi dava ampie rassicurazioni visto i tempi che corrono”. E invece? “Sapete tutti come sono andate le cose. La società è stata ceduta a nostra insaputa e negli ultimi 15 giorni, quelli che hanno preceduto la delicata sfida di Coppa Italia con la Sangiovannese io e Alvaro siamo rimasti completamente soli con la squadra”. Però Damaschi a suo tempo cedette pure il Perugia a Santopadre... “Sì, ma in quella situazione le cose andarono diversamente. Si sapeva della trattativa, eravamo preparati, qui è stato un fulmine a ciel sereno. Non ce l'aspettavamo proprio”. Ma è vero che Damaschi l'aveva cercata anche in precedenza? “Certo, già alla seconda giornata di campionato, ma in quel momento ho preferito rinunciare”. In ogni caso la sua avventura folignate non è stata un granché... “Quando sono arrivato la squadra era quartultima, poi fino a gennaio eravamo a 5 punti dalla prima, dopo Ponsacco dove nel primo tempo avevamo colpito un palo è iniziato il declino”. Fino alla gara con la Pianese... “Una partita segnata, dal punto di vista psicologico il cambio di proprietà aveva disorientato tutti in quel momento”. Ma intanto dopo la sconfitta di Montecatini erano iniziati i problemi con la società... “Solo io e Arcipreti avevamo accettato la riduzione del 30% dell'ingaggio che era stata proposta, a quel punto si è creata una frattura complessiva culminata anche con la disposizione degli allenamenti alle 8 e via di questo passo”. Resta una stagione al di sotto delle aspettative... “Vero, tanto per cominciare troppe sono state le sconfitte in casa, però non eravamo nemmeno la Massese che voleva vincere a tutti i costi e oggi rischia di retrocedere”. Dove sono stati gli errori di Battistini? “A un certo punto abbiamo fatto 4 vittorie di fila, 5 in trasferta, con il passaggio del turno in Coppa, ma nel momento del definitivo salto di qualità siamo mancati, con stop anche inattesi. Certo, senza Napolano per 3 mesi che è il vero fuoriclasse della squadra...” E' stato questo il vero problema? “Difficile dirlo, ho provato a correggere in corsa una situazione già in essere, ma evidentemente c'erano situazioni strutturali complicate. Serviva quella calma e quel sangue freddo che invece hanno trovato a Gubbio nei momenti più difficili, anche se certi episodi in partite chiave ci hanno girato male, a cominciare proprio dall'espulsione di Santucho col Gubbio. In ogni caso, a parte Montecatini dove abbiamo perso male, nelle altre gare non siamo mai stati sovrastati”. Oggi, però, il Foligno va meglio come dimostrano gli ultimi risultati. “La squadra ha valori importanti e può centrare i play off in un girone tosto e molto equilibrato, dove oltre alla tecnica servono esperienza e strutture solide”. Intende dire anche economicamente... “Per quanto mi riguarda l'ultimo pagamento l'ho ricevuto a gennaio e riguardava il mese di dicembre”. Articolo completo nel Corriere dell'Umbria di sabato 2 aprile (CLICCA QUI)