Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Grifo, Prcic in nazionale: la sua storia straordinaria

(foto LaPresse)

Nicola Uras
  • a
  • a
  • a

Continua il momento magico di Sanjin Prcič. Dopo i 3 gol nelle 6 partite sin qui disputate con il Perugia, il centrocampista è stato convocato dalla Nazionale della Bosnia ed Erzegovina in occasione dei match amichevoli contro il Lussemburgo (venerdì 25 marzo ore 20.15 al Città di Lussemburgo) e la  Svizzera (martedì 29 marzo ore 20.30 a Zurigo). Prcič si aggregherà ai connazionali a partire da mercoledì 23 marzo e farà rientro al termine dei match amichevoli. Salterà quindi la trasferta del Perugia a Lanciano. E' uno spietato bravo ragazzo. L'impatto di Sanjin Prcic in biancorosso è un ossimoro. Tanto delicato nell'aspetto, con il suo accento francese e con la sfera tra i piedi, quanto irruento per il modo in cui ha scosso una squadra che solo un paio di settimane fa appariva irreversibilmente piatta. Tre gol, personalità, intelligenza, piedi buoni e carattere. Quello stesso carattere che gli ha permesso di cancellare in un baleno l'ingenuità finale di Chiavari e piazzare tre prestazioni super con tanto di chicca nel derby e bis a Cagliari. “Con questa grinta e questa umiltà, questo gruppo darà tante soddisfazioni. Bravi ragazzi, forza Grifo”. Ecco il tweet di Prcic di rientro dalla trasferta in Sardegna. Sanjin ha già fatto innamorare tutti. I tifosi perugini: “Devi rimanere a vita in biancorosso”, gli scrivono in tantissimi; ma ci sono anche i rimpianti granata: “Grande campione, Torino ti aspetta con ansia”, i messaggi che arrivano da sotto la Mole. La storia di Sanjin Il pallone sta mettendo insieme un puzzle speciale. La Bosnia, il piccolo Sanjin, la Francia, il calcio, la famiglia, l'Italia, il cibo, la curiosità, il Grifo e la voglia di imparare. Ecco i pezzi che si stanno incastrando nella vita del grifone sbocciato a marzo. Prcic è nato il 20 novembre 1993 a Belfort, una cittadina della Francia nord-orientale. I suoi genitori sono emigrati dalla Bosnia, per sfuggire alla guerra. Il padre Safet (con mamma Mira) aveva una attività ben avviata in ex Jugoslavia ma in poche ore dovette scappare via. La famiglia Prcic, oltralpe, è ripartita veramente da zero e Sanjin è cresciuto sognando di fare il calciatore. La squadra più prestigiosa della zona era il Sochaux, lì ha fatto tutta la trafila giovanile e, in parallelo, il cammino con le nazionali bosniache. Nel 2011 l'esordio con l'Under 21 ma l'anno successivo, proprio in Nazionale, un grave infortunio al ginocchio. E' caduto ma si è rialzato, Sanjin, e il primo settembre 2013 è stato il giorno del debutto nel massimo campionato francese. A ottobre il primo gol da professionista, davanti ai suoi cari. “L'emozione più bella della mia vita”, l'ha definita. Nel 2014 il passaggio al Rennes, la scelta della Nazionale maggiore della Bosnia e l'esordio vicino a Pjanic, Dzeko e Zukanovic. L'estate scorsa la ricerca di qualcosa in più. La Francia e la Spagna erano ipotesi, il Torino del diesse Petrachi ha fatto sul serio. Il tecnico granata Ventura gli ha concesso pochi minuti, Sanjin ha aspettato con pazienza ma la chance vera non è arrivata. E così il dittì biancorosso Goretti lo ha portato Pian di Massiano a gennaio. Ed è scoccata la scintilla. Fra Sanjin e Bisoli, fra Sanjin e il Grifo, Perugia e i perugini. Le passioni di Sanjin “I tifosi mi fanno venire i brividi, vorrei regalare loro i play off”, aveva detto Prcic dopo la perla nel derby. Già adora l'Italia e il cibo italiano, ama visitare le città d'arte e Perugia è entrata di diritto nella classifica delle meraviglie. La pasta è il suo piatto preferito, il sushi invece lo evita. E' un bravo ragazzo, con la testa “nel pallone” e il cuore tutto per la famiglia. Che comprende anche la fidanzata Irna. Con la maglia del Grifo vuole riconquistare la Nazionale per tornare a giocare con l'amico e riferimento Pjanic. L'Italia e il calcio italiano restano un modello da seguire, da Pirlo a Verratti. “Arrivati a Torino - racconta il suo agente Fabio Algeri - sapevamo che avrebbe avuto bisogno di un po' di apprendistato. Onestamente però pensavamo potesse avere qualche possibilità in più. Comunque i 6 mesi con Ventura sono stati molto importanti per la crescita di Sanjin, soprattutto per la fase difensiva, la caratteristica che gli mancava perché fosse veramente completo per il calcio europeo. Personalmente non avevo dubbi e metterei la mano sul fuoco: diventerà un grande giocatore. Avevamo solo bisogno che si facesse vedere e il direttore Goretti è stato lungimirante. In B il Perugia si è dimostrato il club più pronto, una piazza così e con un allenatore come Bisoli ci è sembrata subito quella giusta per farsi conoscere”. Il futuro di Sanjin Il presente del regista franco-bosniaco è a tinte biancorosse, il futuro ha un grande interrogativo sopra. Il Torino, a gennaio, ha girato il prestito del giocatore al Perugia mantenendo l'opzione di riscatto nei confronti del Rennes per una cifra di poco superiore a 1,2 milioni di euro. Difficile pensare che la società granata decida per l'autogol non affondando il colpo. Anche perché su Sanjin hanno messo gli occhi già diversi club di serie A. Intanto il Grifo si gode il suo bravo ragazzo con i piedi da killer. E continua a sognare.