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Presi a testate e pugni dai genitori della squadra avversaria

La Juniores della Voluntas

R. B.
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Tensioni, manate in faccia e qualche spintone, anche se esulano dal "bon ton" calcistico, fanno parte dell'ordinario nel mondo del calcio giovanile. VOTA il sondaggio Ma quanto è accaduto nel dopo partita del campionato nazionale Juniores tra Grosseto e Voluntas Spoleto si può definire con un solo termine: agguato. Perché tale è stato quello che hanno subito fuori dallo stadio di Grosseto giocatori ed accompagnatori della Voluntas. Il bilancio è, quanto meno, da Procura federale. Ma non è escluso che si ricorra alla giustizia ordinaria con un giocatore spoletino colpito da una violenta testata sferrata da un genitore di un avversario ed un altro da un pugno ad un occhio. Sul campo, a dire il vero, gli animi si erano decisamente riscaldati. Prova ne sono i cinque espulsi (tre per i maremmani e due per gli spoletini) e gli altrettanti ammoniti. I toscani, evidentemente, non avevano gradito il fatto di essere stati raggiunti sull'uno a uno a due minuti dal termine da una punizione di Gramaccioni, dopo che il "golden boy" biancorosso aveva sbagliato un rigore e si era visto annullare un primo gol, apparso regolarissimo, su un altro calcio da fermo. Al ritorno negli spogliatoi, le solite scaramucce che sembravano un fuoco di paglia. Tra lo stadio ed il pullman spoletino, invece, è accaduto quello che nessuno si sarebbe aspettato: i giocatori spoletini sono stati circondati dai giocatori avversari spalleggiati da un gruppo di genitori. Dalle parole, si è passati ai fatti. Sconcertato il tecnico spoletino, Enzo Rambotti che ha così commentato. "Mai vista una cosa del genere in tanti anni di calcio. Sembravano fuori di senno - racconta -. Spero che dal Grosseto arrivino almeno le scuse ufficiali".