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L'ex Gubbio Gomez e l'agente Fifa Mischianti aiutano i poveri in Argentina

Gomez, a destra:  l'agente Fifa Mischianti con Gaston, ex compagno di squadra di Juanito quando erano ragazzi

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"Gaston era bravo come calciatore, ma era innamorato della palla e non la passava mai". Adesso gioca, qualche volta, con i suoi fratelli della comunità. Quattro calci a una pallone in un campo pieno di buche, che dietro alla porta ha una fogna a cielo aperto. Ma è felice, sereno e negli occhi ha una luce che abbaglia. Juanito Gomez, il centravanti dell'Hellas ed ex prodigio del Gubbio dei Miracoli targato Torrente-Simoni-Giammarioli, lo conosce da bambino. Andavano a scuola insieme, nello stesso college, all'istituto "Champagnat". Sono amici, sono come fratelli. E quando Gaston Segundo Colombres, 30 anni di Buenos Aires, ha fatto come Francesco d'Assisi, si è spogliato di tutti i suoi averi, ha lasciato tutto e si è fatto sacerdote per aiutare i poveri, i disgraziati, quelli che tutti allontanano, è rimasto profondamente colpito. Gaston è stato ordinato sacerdote il 19 novembre del 2011 niente meno che da Papa Bergoglio, allora cardinale. Adesso vive e lavora nella parrocchia della Vergine Immacolata. Nel Barrio Villa Capitani a Buenos Aires ci sono decine e decine di migliaia di persone in povertà assoluta. La mission di Gaston è quella di aiutare il prossimo. Ci sono quattro cappelle sparse nel barrio dove Gaston celebra messa e svolge attività parrocchiale, ma il sacerdote deve occuparsi anche ad altro, oltre che alla fame dell'anima. Anche di togliere tanti ragazzi dalla strada, dalla droga, dalla delinquenza, da una vita destinata a finire in qualche riformatorio, nella migliore delle ipotesi, se non in carcere o in un angolo buio con una pallottola in fronte o un ago infilato nel braccio. Come aiutare Gaston nella sua difficile missione? Ecco allora che grazie all'intervento dell'agente Fifa Enrico Mischianti di Gubbio, assistente di volo dell'Alitalia, è stato possibile portare a Buenos Aires tanto materiale sportivo con l'aiuto di Gomez. Così "Kiko", come lo chiamano tutti, aiutato da alcuni colleghi, ha caricato scarpini, maglie, calzoncini, kway, marsupi, borse e zaini e si è imbarcato sul primo volo per Buenos Aires. Ma alla dogana ha rischiato grosso: come giustificare centinaia di scarpini, magliette, borse e tanto altro? Come convincere i doganieri che non si trovavano di fronte a un contrabbandiere ma un "uomo di buona volontà"? Eppure si sono convinti a far passare migliaia e migliaia di euro di materiale che "Kiko" ha portato a Gaston. "Negli occhi di quel sacerdote - racconta Mischianti con la voce rotta dall'emozione - ho visto gioia, felicità, serenità. E' qualcosa di difficile da descrivere, ma certo è che mi ha colpito molto la sua forza, la forza con la quale affronta ogni giorno mille difficoltà, mille problemi e senza avere i mezzi necessari per risolverli se non la preghiera, la fede, l'aiuto della divina provvidenza". Gaston va avanti, non si ferma. Lavora, sgobba, prega, aiuta la povera gente. Tutti i giorni toglie tanti giovani dalla strada e li avvia verso una vita diversa, dura, difficile ma onesta. Gomez, che ha sempre Gubbio nel cuore e la maglietta con l'immagine di Sant'Ubaldo "cucita sulla pelle", segue da lontano, ma è sempre vicino all'amico. E con lui anche molti degli altri compagni di college che quando, insieme a Juanito, hanno saputo di quella scelta di sposare la vita sacerdotale, sono rimasti stupiti, ma hanno capito che forse era davvero la strada più giusta per Gaston. Così ognuno per la propria parte, hanno deciso di aiutare quel loro "fratello" che tutti i giorni salva tanti ragazzi. E la cui prima preoccupazione non è per se stesso, ma per come fare a far arrivare dall'Italia la rete per la porta, per evitare che ogni volta il pallone finisca nella discarica. Dovranno pensarci Juanito e il Chico. Per aiutare tutti gli altri, Gaston sa già a chi rivolgersi, lassù.