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Simone trova la forza dal calcio, è lui il fan speciale della Ducato

Simone tra i giocatori della Ducato

Stefano Gobbi
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Un tifoso d'eccezione di cui andare fieri. Nel calcio tutte le squadre possono contare tra le fila dei propri sostenitori figure importanti e carismatiche: uno stimato manager d'azienda, un ricco uomo d'affari oppure un valente dirigente della pubblica amministrazione. Nei dilettanti si scende nel livello finanziario (ma non come qualità delle figure prese in esame) con qualche titolare di aziende importanti oppure un dipendente della pubblica amministrazione, che svolgono le proprie attività proprio nel territorio ove opera la società sportiva. Ecco: tutte! Tutte hanno i propri tifosi di riferimento capaci di accendere la passione verso un gruppo di ragazzi che giocano per la propria squadra e vogliono conquistare un titolo sportivo. Anche la Ducato ha il proprio supporter portafortuna. Un ragazzo appassionato che fa carte false pur di essere presente alla partita della sua squadra del cuore. Con qualsiasi tempo lui è lì a bordo campo e non fa mancare il proprio sostegno ai ragazzi che vestono la maglietta della squadra per cui tifa. Era presente anche a Guardea per la finale play out e alla fine della partita, persa in casa della Gm10, tutti i giocatori della Ducato sono corsi da lui (come se corressero verso il presidente) promettendogli che la domenica successiva avrebbero fatto meglio e ottenuto la salvezza. Era presente anche a Santa Maria degli Angeli e ha gioito alle quattro prodezze di Gijnaj, alle belle giocate di Paci e del ragazzino Pontani. Poi come tutti i tifosi che si rispettino ha fatto invasione di campo ed è andato sul terreno di gioco a festeggiare con i suoi beniamini la salvezza ottenuta. Il premio? Una merenda a base di porchetta offerta a tutta la prima squadra della Ducato proprio dal super tifoso. Impagabile. Cosa c'è di tanto strano in questa storia? Che Simone Costanzi (questo il nome del ragazzo) non può giocare a pallone: è un disabile, costretto su di una sedia a rotelle, parla poco ma si fa capire molto con i gesti e con il cuore. Il bello è che tutti i giocatori della Ducato al termine di ogni partita prima di andare negli spogliatoi vanno da Simone a parlare della gara. Un vero e proprio allenatore in seconda.