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Figc, procedimento Repace rinviato a Tribunale federale

Roberto Minelli
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La Corte federale d'Appello a sezioni unite presieduta dal dottor Gerardo Mastrandrea, accogliendo il ricorso del Procuratore federale, ha annullato la decisione di improcedibilità rinviando al Tribunale federale nazionale - sezione disciplinare per l'esame di merito il procedimento a carico del presidente del Comitato regionale Umbria Luigi Repace e di altri cinque consiglieri del Comitato regionale Lnd-Figc dell'Umbria all'epoca dei fatti (Carlo Emili, Naldino Forti, Giuseppe Palmerini, Roberto Lombrici e Mario Cicioni), "per aver concorso tra loro a formare e per aver sottoscritto due verbali (n. 8 del 29/03/2008 e n. 9 del 29/04/2010, il solo sig. Mario Cicioni limitatamente a quest'ultimo verbale) da ritenersi non veridici in quanto difformi per contenuto, modalità e tempo alla realtà effettiva che invece volevano diversamente attestare, con l'aggravante della finalità illecita e del clamore avuto dalla vicenda, comportante danno all'immagine della Figc". La Corte, vista la pronuncia sul ricorso sopra citato, ha disposto la sospensione dell'altro procedimento a carico di Repace, che era stato prosciolto dal Tribunale federale nazionale in merito al deferimento, per aver "posto in essere comportamenti non conformi alle buone regole di gestione della vicenda sul finanziamento ottenuto dalla Regione Umbria per la realizzazione di un impianto sportivo, quali la disordinata e carente tenuta della contabilità nonché l'utilizzo dei fondi per scopi diversi al momento vincolato per il quale era stato concesso, tutti comportamenti da considerarsi fra loro collegati e finalizzati unitariamente all'irregolare ottenimento dei fondi ed irregolare utilizzo degli stessi, procurando così un danno all'immagine della struttura federale interessata ed esponendola al rischio di ripetizione del contributo ottenuto".