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Grifo ai play off, il calendario dà una mano

Nicola Uras
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Lo abbiamo scritto e ribadito, il blitz del Grifo al Partenio può rappresentare la svolta e trasformare il finale della serie B biancorossa in qualcosa di speciale. Il presidente Santopadre crede nei play off dall'inizio della stagione, ha mascherato i suoi propositi nel periodo di crisi e ora ha rilanciato la missione stagionale forte degli investimenti effettuati durante il mercato invernale. E l'andamento recente del Perugia, quello rinforzato dagli innesti di Hegazi, Faraoni, Rizzo e Ardemagni per citare quelli che hanno già dato un contributo importante in attesa anche di Amelia, Mantovani e Nielsen, ha sdoganato ogni dubbio. La strada intrapresa è quella giusta per centrare un posto dentro i play off. Scelte e accelerata Il Perugia messo in campo da Camplone nelle ultime otto partite, quelle post mercato invernale, ha viaggiato forte: 16 punti, 2 a partita. La sconfitta di Vicenza, ultima partita affrontata con la difesa a quattro e tre giocatori offensivi tutti insieme (Lanzafame e Falcinelli con Ardemagni), ha lanciato l'attuale Perugia. Il tecnico è tornato alla difesa a tre, ha scelto Ardemagni come unico perno offensivo, ha costruito una mediana dalle tante sfaccettature: corsa, giro-palla, inserimenti. Così sono arrivate le tre vittorie consecutive con Modena, Brescia e Spezia. Quindi quelle con Pro Vercelli e Avellino dopo il passaggio a vuoto di Frosinone e il mezzo passo falso con il Lanciano. In totale cinque vittorie, un pareggio e due sconfitte. Il secondo miglior rendimento del campionato, dopo quello del Vicenza di Marino. Un ruolino che alimenta le possibilità di continuare a scalare la classifica. Il calendario Come legittimare dunque i tre punti di Avellino in chiave play off? Continuando a vincere in casa e a strappare punti lontano dal Curi. A partire dalla prossime tre su partite che possono essere il vero trampolino di lancio per il Grifo. All'andata sfidando Crotone, Entella e Varese arrivarono 4 punti e tanti rimorsi per quello che poteva essere e non è stato (in Calabria il Perugia si fece rimontare e perse, in Lombardia si fece imporre il pareggio in pieno recupero). Ora il calendario consente di giocare in casa con Crotone e Varese, inguaiatissime in classifica, per poi sfidare l'Entella, nel turno prepasquale, in trasferta. In queste tre partite il Perugia si gioca molte delle sue ambizioni. Dovesse prendersi dai 7 ai 9 punti allora il finale di serie B sarebbe davvero interessante. Anche perché nel frattempo non mancheranno gli scontri diretti tra chi ora precede i biancorossi (Spezia-Pescara, Vicenza-Carpi, Bologna-Livorno poi Carpi-Bologna e ancora Vicenza-Avellino, Frosinone-Pescara guardando solo le prossime tre giornate). Dopo il derby a Terni ci sarà uno scontro diretto in casa (con il Livorno) e dopo le sfide con Latina e Trapani, un altro big match che vale doppio (con il Pescara ma in trasferta). Il finale poi potrebbe riservare pochi stimoli agli avversari con Carpi e Cittadella, chissà, magari già rispettivamente promosso e salvo. Guardando la classifica nelle ultime dieci partite, equamente distribuite, dentro e fuori il Curi, sette saranno contro formazioni attualmente dietro al Perugia, appena tre invece con squadre che sopravanzano i biancorossi. Il dato Nello scorso campionato cadetto, unico da prendere come reale riferimento essendo stato il primo con la nuova regola play off che premia le squadre che si classificano sino all'ottavo posto, l'ultima qualificata ce l'ha fatta con 62 punti (lo Spezia, ma senza la penalizzazione del Siena sarebbe stato il Crotone con 63). Dunque con l'attuale marcia, due punti a partita, il Perugia potrebbe issarsi sino a quota 66. Dunque assolutamente idonea per la post season. Perché è possibile Al di là del conforto dei numeri, il Perugia ora ha più “sostanza”. A parte la partita con il Lanciano, dove comunque ha segnato due gol poi annullati, il nuovo Grifo segna sempre (13 gol in 8 partite) e subisce meno (due partite senza gol al passivo). Merito, oltre dei nuovi innesti, anche dei senatori della vecchia guardia. Come quel Jan Koprivec che sembrava ormai fuori dal progetto biancorosso e che invece, a suon di parate, si è preso la maglia da titolare contribuendo ai rilancio biancorosso nel momento più critico. O dello stesso Gianluca Comotto. Il capitano, smaltiti alcuni guai fisici, è tornato a dare il suo contributo di esperienza e grinta con notevoli benefici per tutto il gruppo.