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Gubbio, servono rinforzi (anche) per la salvezza

Luca Mercadini
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Dopo il pari di Lucca torna di moda il mercato. Ma in molti si chiedono perché acquistare. La domanda non è peregrina se l'obiettivo è una salvezza tranquilla. Perché, guardi il Gubbio di questi tempi, e dici: non ci sono problemi, la squadra di Acori ha tutte le carte in regola per centrare il traguardo senza patemi. E allora, perché tornare sul mercato quando in rosa si hanno già 24 giocatori. C'è chi pensa allora che la volontà di Acori, Pannacci e Notari sia indirizzata ad alzare l'asticella delle ambizioni. Insomma, tanto per essere chiari, si acquista per tentare l'assalto ai play off in un campionato tutto sommato molto equilibrato. Ma poi guardi chi è entrato a far parte della rosa di Pisa (Arrighini e Floriano), Ascoli (Nardini), L'Aquila (Virdis, Pozzebon ecc.), Reggiana (Giannone) e capisci quanto sia difficile (per non dire impossibile) per il Gubbio tenere testa a chi ha così tanta liquidità da investire sul mercato. E' vero che a volte i soldi non sono tutto, ma almeno sulla carta queste squadre hanno oggi un ulteriore marcia in più sul Gubbio. Semmai, sul mercato, bisogna andare per un motivo diverso. Quello di mettersi al riparo da eventuali brutte sorprese. Ossia: tutte le squadre, anche quelle che oggi gravitano nei quartieri bassi, si sono rinforzate. Tutte hanno acquistato per evitare la caduta nei dilettanti da dove, obiettivamente, diventerà poi difficilissimo risalire. Ecco, quindi, la necessità di intervenire focalizzando la spesa a uno o due esterni d'attacco. Considerato il mono modulo di Acori, altro non serve...