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Perugia, la trattativa sul taglio degli stipendi è in stallo. Manca l'accordo tra Santopadre e i giocatori

Santopadre

Nicola Uras
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La trattativa per il taglio degli stipendi, tra il presidente Massimiliano Santopadre e i calciatori del Perugia, in questo momento è in una fase di stallo. L'accordo non c'è, ma in qualche modo dovrà arrivare nei prossimi giorni. Il numero uno del club biancorosso ha proposto la seguente soluzione: il pagamento di due degli ultimi quattro stipendi della stagione 2019/2020 a prescindere che il campionato riprenda oppure venga sospeso definitivamente. I calciatori, la trattativa è condotta da una gruppetto rappresentativo guidato dal capitano Rosi (clicca qui), invece vorrebbero rinunciare a una sola mensilità (anziché due) nel caso dello scenario che prevede la ripresa del campionato di Serie B. Balla sostanzialmente un mese di retribuzione e se all'inizio della trattativa sembrava che una delle due parti in causa potesse fare il passo decisivo per chiudere la questione, a oggi è tutto fermo. In attesa che anche il Governo prenda una decisione per quanto riguarda il protocollo sanitario e le date per l'eventuale ripresa del campionato. I giocatori caldeggiano la rinuncia a un solo stipendio, in linea con la maggior parte delle squadre cadette (riscontra anche la benedizione dell'Aic), e vorrebbero iniziare ad allenarsi individualmente dentro il Curi seguendo le precauzioni del caso. Il presidente vuole prima chiudere l'accordo sugli stipendi. E chissà che la soluzione non possa essere quella di trovare una via di mezzo, un punto d'incontro, sullo stipendio della discordia. Come? Santopadre pagherebbe la metà mentre i giocatori rinuncerebbero all'altra parte. Questo potrebbe essere il tema dell'eventuale prossimo confronto. Giovedì si è riunito in videoconferenza il consiglio direttivo della Lega B e in un comunicato ha sottolineato “come le modalità attuali di allenamento disciplinate dal decreto del presidente del Consiglio siano su base individuale e volontaria”.