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La sconfitta nello sport

Giacomo Sintini
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L'eliminazione della nazionale italiana di calcio, dai play off di qualificazione al mondiale di Russia 2018, è stato un grande dolore nella storia dello sport italiano. Il discorso, nello specifico, a riguardo è lungo e complesso, e prossimamente non mancheremo di affrontarlo. Nell'articolo di questa settimana vogliamo invece trattare l'argomento 'sconfitte nel mondo dello sport'. Lacrime, urla e disperazione, sono queste le prime cose che ci vengono in mente ogni volta che si pensa ad una sconfitta, soprattutto se di tipo sportivo. Tutto però dipende da come osserviamo il bicchiere. Infatti non sempre le battute d'arresto significano unicamente una disfatta totale, ma spesso possono invece essere il primo passo di un nuovo e forse migliore percorso. Gli insuccessi aiutano a maturare e sono passaggio obbligatorio per qualunque atleta e uomo che punti ad una vita completa. Se ci pensiamo attentamente, molti degli atleti professionisti esistenti in carriera hanno perso molte più partite di quante ne hanno vinte. Come già detto però spesso perdere può servire a farci crescere. Questo ormai è un luogo comune, particolarmente tra gli allenatori dei settori giovanili, i quali troppe volte inciampano in un errore di esposizione. Sbagliato è infatti dire, come fanno molti, che “bisogna imparare a perdere”. Ciò non corrisponde del tutto al vero, molto più corretta è la formulazione “Bisogna imparare dalle sconfitte”. La differenza è tanto sottile quanto importante. Solo inculcando nei nostri ragazzi l'idea di dover meditare sugli errori commessi per migliorare le proprie capacità, potremo in futuro puntare su campioni umani prima ancora che sportivi. D'altronde fin da piccoli la prima cosa che facciamo è cadere, per poi rialzarci subito. Caduta dopo caduta, capiamo come rimanere in piedi. Perdere inoltre ci insegna a essere umili ed esattamente come quando vinciamo, ci fa comprendere di dover affrontare con moderazione momenti del genere. Crogiolarsi su eventi del simili,spesso, può comportare un peggioramento della situazione. Come tanti grandi allenatori insegnano è, attraverso questi passaggi che si diventa leggende. Con questo non si vuole di certo sminuire le lacrime e i momenti di angoscia profonda che gli atleti possono vivere, proprio quelle emozioni possono risultare utili. Per concludere, vorrei citare una delle più belle frasi mai dette da uno sportivo sul tema “sconfitte”. Lo sport è il basket, il nome è Michael, il cognome è Jordan. “Nella mia vita ho sbagliato più di novemila tiri. Ho perso quasi trecento partite. Ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l'ho sbagliato. Ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto”.