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Studenti "hacker" rubano la password della prof e si alzano i voti di chimica

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Alessandro Antonini
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Si sono”introdotti abusivamente” all'interno del registro scolastico del loro istituto superiore e hanno modificato i propri voti di chimica. Questo il capo d'accusa per l'indagine che tocca sei studenti per fatti avvenuti la scorsa primavera. Il 14 maggio 2018. I ragazzi “dopo aver sottratto la password di accesso dall'agenda della professoressa”, hanno avuto facile accesso a quello che per la legge è “un sistema informatico di interesse pubblico protetto da misure di sicurezza”. Il pm ha chiesto l'emissione di una sentenza di non luogo a procedere. I ragazzi sono difesi da Delfo Berretti. Nella segnalazione vergata dalla preside dell'istituto si ricostruisce la vicenda: la prof lascia inavvertitamente incustodito il foglio della password. I ragazzi lo trovano e memorizzano il codice. Entrano nel registro e si alzano i voti di chimica organica. Non reggono e si autodenunciano poco dopo. Anzi prima, per riparare, rimettono i voti originari. Hacker provetti. Ma viene avvertita la preside che convoca il consiglio di classe “deliberando sanzioni pesanti”. Una settimana di sospensione con obbligo di frequenza e con l'affidamento di lavori socialmente utili agli studenti “al fine di dare rilievo al grave episodio”. Servizio completo nell'edizione del 27 febbraio del Corriere dell'Umbria