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Raccolta differenziata, mancato l'obiettivo del 65%

Alessandro Antonini
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Differenziata al 63% nel 2018, con il 65% di obiettivo non ancora raggiunto. Piano di messa in sicurezza di Borgogiglione da presentare entro gennaio (con possibilità di riapertura parziale dei conferimenti) e nuovi accordi regionale pere l'export dei rifiuti fuori dall'Umbria, compreso il combustibile solido secondario.  L'assessore regionale all'ambiente Fernanda Cecchini ha reso noto il contenuto della delibera approvata mercoledì in giunta: "Abbiamo riposizionato gli obiettivi che stanno in capo ai Comuni, riproposto una tabella di marcia all'Auri (l'Autorità umbra per rifiuti ed idrico) e sollecitato il gestore Tsa che ha in capo l'impianto di Borgogiglione a presentare entro il prossimo mese di gennaio il progetto di consolidamento che siamo pronti a cofinanziare con 1 milione di euro, previsto nel bilancio regionale che verrà approvato a breve”. Ci sono “azioni volte all'accelerazione del processo di riorganizzazione dei servizi di raccolta domiciliare, individuazione della disponibilità strategica per lo smaltimento dei rifiuti e indicazioni per il mantenimento della stessa nell'ottica dei principi dell'economia circolare”.   “Nel 2018, stando ai dati a disposizione che ancora non sono definitivi, dovremmo raggiungere circa il 63% di raccolta differenziata e ci avvicineremo – ha detto - all'obiettivo del 65% fissato dal Piano e dalle precedenti delibere regionali. Anche se non l'abbiamo centrato su tutto il territorio regionale, siamo soddisfatti perché registriamo un andamento di crescita che dal 2015 ci ha portati ad un aumento del 12 per cento". Tra le criticità, l'assessore Cecchini ha affrontato in particolare la situazione della discarica di Borgogiglione. “La Regione non ha mai bloccato alcuna discarica – ha sottolineato – ma ha il compito di far rispettare ai gestori le normative e per quanto riguarda Borgogiglione abbiamo chiesto al gestore di presentare entro tre mesi, termine che scadrà a metà gennaio, un progetto di consolidamento, nell'ottica del principio di precauzione circa il sussistere di problemi di stabilità, e il gestore a sua volta ha confermato l'invio. Un progetto – ha ribadito – che siamo pronti a cofinanziare con 1 milione di euro per dare una svolta a un ‘empasse' che ha messo in difficoltà il sistema rifiuti e consentire nel 2019 la riapertura parziale della discarica”.   “La Regione fa la sua parte perché si tratta di una discarica pubblica e la riattivazione è importante – ha detto – così come gli uffici regionali hanno approvato il progetto di revamping che andrà a risolvere le criticità dell'impianto di Ponte Rio, ma i gestori e gli stessi Comuni del sub Ambito, a cominciare da Perugia, devono porsi per primi il problema di una discarica non attiva, di impiantistica obsoleta, della necessità di far ricorso ad accordi interregionali”. Quanto all'accordo interregionale con le Marche per lo smaltimento di rifiuti urbani, l'assessore ha ricordato innanzitutto che “si tratta di 10mila tonnellate a fronte di una produzione di 450mila tonnellate. Immaginiamo che verrà chiesta una proroga e avremo comunque la prospettiva anche di accordi fuori per la collocazione del Css, il combustibile solido secondario la cui produzione è prevista dal Piano regionale”. Si stabilisce che a partire dal 2019 i Comuni che non hanno raggiunto gli obiettivi derivanti dalla politica nazionale e regionale in materia di raccolta differenziata (65% e 72,3%) e che hanno destinato al conferimento in discarica un volume di rifiuti eccedente quello loro assegnato, sono tenuti al versamento di un contributo ad Auri per il finanziamento della nuova impiantistica necessaria al raggiungimento degli obiettivi regionali, in particolare funzionali al recupero di particolari tipologie di materiali anche sulla base di specifiche esigenze regionali. Ma già dal 2018 c'è l'ecotassa nazionale con l'addizionale secca del 20% sul tributo. Alla conferenza stampa sono intervenuti il direttore Ambiente della Regione Ciro Becchetti e i dirigenti di settore Andrea Monsignori e Michele Cenci.