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Pesci al mercurio nel Tevere, Arpa chiede un piano di bonifica

Alessandro Antonini
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Da due anni Arpa ha riscontrato la presenza di metilmercurio (mercurio diventato organico a contatto con l'acqua) nelle acque nel Tevere e nel Paglia e nella stessa fauna ittica. Il direttore dell'Agenzia regionale di protezione ambientale Walter Ganapini ha da sempre sottolineato la pericolosità di questo inquinante, che provoca una grave malattia del sistema nervoso (sindrome di Minamata), e ha presentato un nuovo piano di studi sul fronte biochimico sulla vegetazione con verifica anche sulla popolazione. Ganapini ha anche evidenziato la necessità di un intervento di bonifica ad Alviano, dove il metilmercurio si sedimenta, evitando però di scaricare la sostanza a valle. Sul mercurio del Tevere e nei pesci era scattato due anni fa uno studio interregionale Umbria-Toscana-Lazio, che aveva portato anche a ordinanze sindacali in più punti in Umbria di sospensione della pesca. Una delle fonti inquinanti è stata inividuata nell'ex area mineriaria del monte Amiata in Toscana ma Arpa ha chiesto di attuare una verifica anche nella discarica di Orvieto Le Crete. Ganapini evita di utilizzare il termine emergenza ma non esita a definire il problema della bonifica del mercurio nel Tevere un problema di "interesse nazionale" sollecitando così le Regioni e i ministeri (Salute e Ambiente) interessati. Il direttore Arpa ponte anche l'accento sulla necessità di bonificare l'area di Papigno (una delle cinque "bombe ambientali" individuate dalla bicamerale d'inchiesta del Parlamento sul ciclo dei rifiuti) e il problema della trielina nelle falde tra Città di Castello e Orvieto. Servizio completo a cura di Alessandro Antonini nell'edizione del 9 agosto del Corriere dell'Umbria