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Nuovo allarme afa, scatta il piano sanitario. Vademecum per non sentirsi male

Alessandro Antonini
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Non bastano i temporali pomeridiani. L'emergenza caldo a Perugia resta ai massimi livelli. Così scatta un nuovo allarme e il piano sanitario anti-afa che prevede un vademecum da seguire e l'eventuale trasferimento di malati a causa dei colpi di calore presso specifiche aree di accoglienza. Intanto sono in aumento, anche se non con grandi numeri (più 5 al giorno) i ricoveri al Santa Maria della Misericordia. Il Comune di Perugia fa sapere che a seguito del bollettino trasmesso dal Centro di competenza nazionale del ministero della Salute con il quale, anche per le giornate di giovedì 9 e venerdì 10 agosto 2018 sono previste temperature massime percepite di 36 a Perugia, con condizioni meteorologiche che possono avere effetti negativi sulla salute della popolazione a rischio è conseguentemente dichiarata estesa, anche per le giornate di giovedì 9 e venerdì 10 agosto 2018 la fase di forte disagio (livello 3 ). Pertanto, considerato quanto contenuto nel piano comunale di gestione per l'emergenza calore, nell'orario di ufficio le richieste di aiuto o informazioni dovranno pervenire al numero 075 577 4410 o 577 4465;  negli altri orari, fino alle ore 18,00, sarà operativo il numero di telefono della centrale operativa dei Vigili Urbani 075 5723232 allo scopo di ricevere le telefonate del cittadino in difficoltà. I vigili urbani provvederanno poi ad avvisare il Dirigente dell'area Risorse ambientali Smart City e Innovazione che avviserà il reperibile di turno della protezione civile, che oltre a dare immediate informazioni sul comportamento da adottare, predisporrà, per chi ne farà richiesta, l'eventuale trasferimento di persone presso le aree di accoglienza individuate dall'Area sanità ed Assistenza sociale e veterinaria. Si invita la popolazione a rischio ad adottare le seguenti misure qualora temperatura e l'umidità dell'aria aumentino. Ecco cosa fare: bere più liquidi ( in particolare acqua ), stare in casa o in zone ombreggiate e fresche e, se possibile, in ambienti condizionati nelle ore di maggiore insolazione (tra le 11 e le 15), ventilare l'abitazione. Se si percepisce un surriscaldamento corporeo, aumentare la ventilazione, usare un condizionatore se è possibile. Nelle ore più calde, se non si ha un condizionatore in casa, fare docce e bagni extra o recarsi in luoghi vicini in cui vi sia l'aria condizionata (per esempio, cinema, centri commerciali, biblioteche). Indossare abiti leggeri, di colore chiaro, non aderenti, anzi sciolti, per permettere la circolazione dell'aria sul corpo. Evitare esercizi fisici non necessari all'aperto o in luoghi non condizionati ed evitare l'esposizione inutile al sole diretto. Nel caso in cui si debbano svolgere attività all'aria aperta: limitarle alle ore mattutine e serali. Preferire pasti leggeri e fare attenzione all'opportuna conservazione dei cibi. Non sostare in automobili ferme al sole né lasciare mai persone, specialmente bambini o anziani, né animali domestici in auto o altri veicoli chiusi. Telefonare all'Asl, al numero unico all' Urp o agli Uffici decentrati (ex Circoscrizioni) per conoscere i servizi a cui ci si può rivolgere in caso di necessità e per saper se e dove, nelle vicinanze dell'abitazione vi sono appositi luoghi per il sollievo dal caldo.