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Aumento del fondo vitalizi, scontro in consiglio regionale

Alessandro Antonini
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L'aumento - ennesimo e progressivo - della spesa del fondo dei vitalizi per gli ex consiglieri regionali, passata dai 4.023.207 euro del 2016 ai 4.095.000 euro del 2017,  è stato al centro del dibattito di Palazzo Cesaroni sull'approvazione del bilancio consuntivo dell'assemblea legislativa. Il taglietto di 300 mila euro l'anno per tre anni, deliberato a partire dallo scorso maggio, non basta. Così Maria Grazia Carbonari per i cinque stelle ha chiesto di riprendere la discussione su ulteriori provvedimenti da prendere per ridurre il peso dei vitalizi. "Circa il 27 per cento del rendiconto 2017 è erogato per gli assegni dei vitalizi agli ex consiglieri regionali", ha tuonato. "Questa assemblea - ha detto ancora ha approvato solo una delle misure da noi proposte, come la riduzione temporanea degli assegni vitalizi per un periodo di 36 mesi, con un risparmio di circa 300mila euro l'anno. Ma sono state lasciate sospese le altre proposte da noi presentate, per le quali ho chiesto di poter verificare il possibile risparmio. Misure già approvate dal Consiglio regionale dell'Emilia Romagna. Ebbene, la nostra proposta di sospensione del pagamento vitalizio a seguito di interdizione perpetua dai pubblici uffici, porterebbe ad un potenziale risparmio di 450mila euro dal 2018 fino all'estinzione dei vitalizi. La proposta di divieto di cumulo con vitalizi pagati da altri enti porterebbe ad un risparmio di 13milioni e 700mila euro. L'adeguamento del requisito per l'età per il vitalizio a quella delle altre pubbliche amministrazioni avrebbe un'ulteriore risparmio di 4 milioni 400mila euro. I risparmi sarebbero notevoli e ci permetterebbero di portare avanti misure forti. Sarebbe un atto di giustizia sociale nei confronti dei nostri cittadini”. Di segno opposto gli interventi della maggioranza e del Pd. "Rispetto ai vitalizi - ha dichiarato Eros Brega, dem-  in quest'aula oltre il 90 per cento dei consiglieri non li percepirà (abrogati dal 2015, ndr). Quindi, qua dentro, non c'è alcuna casta chiamata a difendersi. Il Parlamento ha comunque fatto chiarezza sulla questione, anche se, paradossalmente su un solo ramo. Tuttavia, se vogliamo dare un contributo ulteriore al costo della politica si potrebbe prendere in considerazione l'iniziativa parlamentare. Per quanto ci riguarda vedo in noi un certo autolesionismo, in sostanza stiamo rinunciando a fare politica". Il rendiconto è stato approvato all'unanimità dall'aula.