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Cgil, Cisl e Uil: "Non si può continuare a morire sul lavoro"

Mauro Barzagna
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Non può esserci modernità, non può esserci industria 4.0, né alcuna possibilità di sviluppo se non si mette prima fine al dramma quotidiano delle morti e degli incidenti sul lavoro, che continuano a ripetersi, anzi tornano a crescere dopo gli anni della crisi. E' forte la denuncia dei sindacati confederali umbri, che hanno onorato il primo maggio con una serie di manifestazione nelle principali città dell'Umbria. Il grido dei tre segretari di Cgil, Cisl e Uil dell'Umbria, Vincenzo Sgalla, Ulderico Sbarra e Claudio Bendini, è partito dal palco della manifestazione regionale, che si è tenuta a Umbertide, aperta dal tradizionale corteo con sfilata dei trattori. “Vogliamo mandare con forza un messaggio alle istituzioni e alle imprese - hanno detto i tre leader - perché non è tollerabile che in questo paese ogni giorno tre persone non tornino a casa dal lavoro. Chiediamo interventi concreti ed immediati”. Oltre che a Umbertide, il primo maggio è stato celebrato a Perugia, Terni, Città di Castello, Gubbio, Gualdo Tadino, Marsciano, Tavernelle, Castiglione del Lago, Città della Pieve, Passignano, Magione, Paciano, Tuoro, Solfagnano, Foligno, Norcia e Spoleto.