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Quando il pescatore analfabeta scrisse al re

Felice Fedeli
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Dagli archivi spesso escono fuori autentiche chicche. Succede anche a Magione, dove sono stati rinvenuti documenti di un inedito scambio epistolare tra un pescatore analfabeta e Sua Maestà Vittorio Emanuele II re d'Italia”. Il 31 ottobre 1873 Antonio Angeli, pescatore di San Feliciano, inviò come dono al sovrano ‘un pesce luccio del Trasimeno, quale pegno di irretrattabile sudditanza e rispetto': un omaggio semplice, ‘frivolo' come lo definisce lo stesso scrivente, ben motivato dalle sue ‘infelici' condizioni, e che viene ricompensato dal re con una sovvenzione di 100 lire.