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Critiche dall'Umbria alla Toffa

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Eleonora Sarri
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Riprende un post su Facebook (tanto che in fondo ci sono le iniziali dell'autore) per rispondere a quanto dichiarato da Nadia Toffa in diretta televisiva. E quelle parole sul tumore conquistano davvero il popolo social, tanto che il post viene condiviso da oltre 96mila persone, ricevendo oltre 130mila like. Protagonista della vicenda è Catia Brozzi, imprenditrice che risiede a Corciano ma che è legata da sempre al Trasimeno. La sua scuderia Unicorno, infatti, si trova proprio a Magione. A muovere la mano sulla tastiera di Catia, l'esperienza avuta dalla madre, colpita da una malattia incurabile e morta nel giro di tre mesi, all'incirca lo stesso tempo in cui la conduttrice delle Iene ha annunciato la sera del suo ritorno in televisione, su Italia 1, di essere guarita dal tumore. “Ho trovato questo post e ne sono rimasta colpita - racconta Catia - Era quello che pensavo io. Era come se lo avessi scritto io”. “Sono una tua ammiratrice, felice per la tua ripresa, ma ... a volte, esageriamo tutti un po con le parole, magari presi dall'entusiasmo”, sono le prime parole del post, che continua: “Beata te cara NadiaToffa che in due mesi hai scoperto di avere un tumore, hai fatto l'intervento, chemio e radio, sei già al lavoro e ti dichiari guarita (????) Sai, qui, nel mondo di noi comuni mortali , ci sono persone che in due mesi non riescono neanche ad avere una diagnosi”. Parole forti di chi ammira la Toffa, ma ha toccato con mano cosa significa assistere giorno e notte una persona malata di cancro. “Il messaggio che ha dato la Toffa è fuorviante - continua Catia - Dal cancro non si guarisce in due mesi. Io sono sicura che lei avesse le migliori intenzioni del mondo, ma così è fuorviante”. Catia Brozzi ha la voce rotta dall'emozione quando ripercorre la storia della madre, dalla terribile diagnosi arrivata quasi per caso fino alla rapidissima morte. “Per lei non c'era nulla da fare e io le sono sempre stata accanto. Ho visto la sua sofferenza e quella di tutti i malati, così come ho toccato con mano l'angoscia dei parenti che li assistono”. Toccante il racconto dell'ultima notte trascorsa insieme a una donna che ha lottato come un leone senza perdere mai la voglia di vivere: “Le ho urlato “mamma lasciati andare” perché ormai non c'era più nulla da fare”. Una malattia rapidissima, come detto, segnata dalla ricerca di una cura in tutto il mondo. Cura che purtroppo, visto lo stadio della malattia, non c'era. “Io vorrei che tutto questo clamore che è nato (Catia è stata cercata da giornali, malati e associazioni che seguono donne colpite dal tumore al seno) servisse a una cosa: a capire che anche chi assiste i malati ha bisogno di cure. Quando muoiono lasciano un vuoto incolmabile nella vita di chi li assiste. Perché per tutta la malattia vivi per loro. Tutto è scandito dalle loro cure e dalle loro necessità”. Inimmaginabile, comunque, il clamore suscitato da quello scritto postato il 17 febbraio alle 8,54. “Io ho molti amici su Facebook perché sono molto conosciuta nel mondo dei cavalli e il social mi ha aiutato, insieme proprio ai miei cavalli, a superare la morte di babbo e quella di mia madre. Proprio su Facebook ho sempre raccontato la malattia di mamma ricevendo tanti messaggi di incoraggiamento, ma certo non mi aspettavo migliaia di commenti e altrettante richieste di amicizia. Spero solo che tutto questo serva a capire quanto il cancro cambi l'esistenza delle persone e il messaggio che voglio dare io è un messaggio in positivo”. Di certo ci vorrà del tempo per leggere gli oltre 4mila commenti postati sotto allo sfogo (“Ogni tanto me ne leggo qualcuno, voglio leggerli tutti”). Per ora invece, ma non è detto che non succeda, Nadia Toffa non l'ha cercata. “Ancora no - conferma Catia ridendo - ma chissà che dopo tutto questo rumore intorno alla vicenda non si faccia viva”. Eleonora Sarri