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"Io, costretta a chiudere l'attività"

Alice Guerrini
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Ha 32 anni, tanta voglia di fare, ama il Trasimeno, ma è rimasta senza lavoro. E' una storia decisamente triste quella di Chiara che dal 2012 è proprietaria di una attività a Isola Maggiore (una delle bancarelle presenti all'ingresso del pontile dell'isola) che in questi giorni è stata costretta a sospendere, rimanendo così senza una occupazione. Mentre racconta quanto accaduto, senza alcuna voglia nè bisogno di alimentare sterili polemiche, ha la voce rotta dall'emozione e soprattutto dal dispiacere. La storia è iniziata quando “mi venne chiesto di non tenere stabilmente all'ingresso del pontile la casetta in legno (adibita a negozio per turisti e visitatori), ma solo in alcuni mesi dell'anno. Nonostante le difficoltà mi sono mossa per adempiere a quanto richiesto e ad aprile sono andata a riposizionare il mio chiosco, diminuendolo di quasi la metà e apportando le dovute modifiche (che hanno avuto chiaramente dei costi)”. Ma di lì a poco a Chiara arriva un'altra brutta, bruttissima notizia. “L'amministrazione comunale - racconta adesso - mi ha ordinato di demolire di nuovo, nonostante avessi diminuito le dimensioni del chiosco. A oggi mi ritrovo con un mutuo sulle spalle di 30mila euro perché l'attività l'ho acquistata nel 2012 e un'attività che va comunque avanti da anni che non ci sarà più. Non voglio assolutamente fare polemica - continua la giovane Chiara - ma trovare solo qualcuno che mi aiuti a capire cosa fare. Se la mia posizione non fosse comunque risolvibile, mi auguro almeno che in futuro le cose siano quantomeno gestite in modo diverso, perché non vorrei mai che altri commercianti al Lago o in Umbria che investono la propria vita, tempo, dedizione, cuore, si ritrovassero in ciò che sto passando io da mesi e mesi. In questo luogo ho speso la mia vita, perché amo il lago e il mio lavoro. Ho sempre cercato di far sentire a casa il turista, anche solo aiutandolo a gestire la giornata isolana, perché questa realtà merita di più. C'è bisogno di unione - conclude Chiara - coesione sociale e non distruzione e se c'è una legge, che sia rispettata da e per tutti”. Intanto l'attività della 32enne “Le chicche” in cui Chiara vendeva souvenir, articoli da regalo e produceva anche oggettistica con materiali locali, è stata sospesa. Proprio in questi giorni si è provveduto al suo “smontaggio". Alice Guerrini