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Caso FlyVolare, c'è chi invoca la procura

L'aeroporto San Francesco

Alessandro Antonini
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Caso FlyVolare e aeroporto, le opposizioni in consiglio regionale chiedono le dimissioni e invocano procura e Corte dei conti. Per il portavoce della minoranza in Regione Claudio Ricci “il gioco è finito. Il caso Fly Volare (500.000 dati da Sase, gestione aeroporto, per servizi mai svolti) è stato da più di un mese segnalato alla Corte dei conti regionale. Stiamo parlando di risorse pubbliche ‘anticipate' senza verificare da parte di Sase se FlyVolare avesse le autorizzazioni per volare. Per questo l'Enac, ente di controllo, ha inoltrato specifica diffida”. “Noi - continua Ricci - abbiamo fatto il nostro dovere di controllo come nel ruolo dell'opposizione, ora, però, chi deve verifichi. Attendiamo che ci vengano dati i documenti richiesti a Sase e Sviluppumbria, partecipata della Regione Umbria, entro i termini di legge, visto che abbiamo fatto un accesso agli atti secondo norma. Ora ci siano le dimissioni dei responsabili. Mi sembra l'ovvio minimo”. Chiesto l'intervento della procura. Per Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari, consiglieri regionali 5 stelle “non è possibile trattare con tanta leggerezza le risorse pubbliche. È altresì assurdo aver stipulato un contratto con chi, al momento della sottoscrizione, non disponeva nemmeno del certificato di operatore aereo e della licenza di volo. Un'altra piccola legnata a una Sase dalle condizioni finanziarie già abbastanza compromesse. Urge inversione di rotta. Dopo la fine dell'ex Fcu, dopo scelte prive di ragionevolezza nei collegamenti ferroviari nazionali, dopo strade ridotte a colabrodo, è evidente che andiamo velocemente incontro anche a un ulteriore depotenziamento dell'hub aeroportuale. Chi doveva controllare, non ha controllato. La politica non è pervenuta. L'auspicio è che Mauro Agostini (Sviluppumbria) ed Ernesto Cesaretti (presidente Sase) prendano infine atto della situazione, dando un segno di dignità e responsabilità nei confronti della comunità regionale”.