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Il piccolo guerriero in lotta contro il tumore

Felice Fedeli
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Una storia di amore e coraggio, di forza e determinazione. Tre anni e mezzo di vita soltanto, ma il piccolo Marco già lotta come un leone. Il suo nemico? Il retinoblastoma, una patologia oculare, ossia un tumore maligno con maggiore diffusione in età pediatrica. Ma non si arrende Marco e con lui nemmeno i suoi genitori Michela Menichelli e Michele Ceppitelli, anche mamma e papà di Luca, splendido bambino di sette anni. La storia di suo fratello inizia a marzo del 2014 quando nasce in perfetta salute, fino alla visita di routine dei nove mesi: al pediatra non convince l'occhio destro e prescrive una visita oculistica da fare il prima possibile. "Il 2 marzo 2015 - raccontano i genitori - la nostra vita comincia a vacillare, perché l'oculista conferma il dubbio del pediatra, ma non ci sono certezze, il bambino è troppo piccolo e non collabora durante la visita. La dottoressa ci organizza per il giorno seguente un ricovero all'ospedale Le Scotte di Siena in oncoematologia pediatrica". Da quel momento per Marco iniziano prelievi ed elettrocardiogramma per poter fare il controllo degli occhi in narcosi. Poi arriva la tremenda diagnosi: Marco è malato di tumore. "Non saprei dire quante lacrime abbiamo versato e quanta disperazione abbiamo avuto" a 11 mesi di vita malato di retinoblastoma: un nome complicato come la malattia stessa, un tumore raro e maligno che colpisce un bambino ogni 15mila nati. "Lui era al quinto stadio. La professoressa era stata molto chiara, la situazione era grave ma solo la risonanza magnetica del giorno seguente avrebbe fatto la diagnosi ancora più precisa. Se il tumore avesse intaccato il nervo ottico, la vita di Marco sarebbe stata in pericolo. Ringraziando Dio l'esito fu negativo e il giorno seguente ha potuto iniziare a combattere questo 'mostro' con le chemioterapie". L'ospedale di Siena è il centro di riferimento italiano per il retinoblastoma con a capo dell'equipe medica la professoressa Doris Hadjistilianou, "una donna eccezionale - dice mamma Michela - che prende a cuore ogni bambino come se fosse suo. Marco ha potuto fare chemioterapie intrarteriose, ovvero meno invasive della sistemica tradizionale, ma più rischiose dato che gli percorrevano l'arteria femorale fino ad arrivare all'arteria oftalmica dell'occhio malato". Marco ha affrontato sei chemioterapie e ognuna ha avuto una durata di 3 o 4 ore di intervento "Seduti davanti a quella porta non passava un attimo". Ma fortunatamente, come sottolineano i genitori, il piccolo ha la grinta di un guerriero e quelle maledette ore le ha passate tutte, una dopo l'altra nonostante le difficoltà. "Ogni chemio voleva dire essere ricoverati per tre giorni, tre lunghi giorni lontano da Luca e da tutto il resto della famiglia". Ora la situazione è stabile e il tumore è completamente calcifico e si sta riducendo ma "Non possiamo dire che sia guarito, perché il 'mostro' è sempre lì, ma siamo felici per i risultati ottenuti. I controlli proseguono con tempi un po' più lunghi, tre mesi fra l'uno e l'altro". Alice Guerrini