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Emigrante torna e compra un maniero

Sonia Brugnoni
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Da Valtopina a Lussemburgo il passo è stato lungo. Ma ha portato Aldo Becca a diventare un importante uomo d'affari. Oggi lui, classe '34, è un "ragazzo" di ottantaquattro anni con un entusiasmo da vendere. La sua storia potrebbe ispirare il copione di un film, eppure di Becca a colpire subito è l'umiltà. Figlio di commercianti nel settore alimentare di Valtopina, "a sei anni - racconta - stavo già alla cassa". Cresce in questa vallata tra Foligno e Nocera, Aldo, che però a un certo punto della sua gioventù sente andargli troppo stretta e così decide di partire. Pensa all'Australia, ma la scarta perché il "viaggio è troppo lungo". Quindi cambia decisamente rotta e punta verso il Lussemburgo dove c'è un amico che sta già lì e che potrebbe aiutarlo nella sua avventura lontano da casa. Aldo Becca compie il salto che gli trasformerà la vita: a diciannove anni e con una valigia piena di speranze arriva a Dudelange. Lì inizia il suo percorso, lavorando senza sosta. Dapprima in una centrale del latte, poi nel 1965 si trasferisce nella città di Alzingen dove oltre a un impiego trova l'amore di Neva che sposerà l'anno successivo e da cui non si separerà più. Aldo lavora con lei nel ristorante della famiglia di Neva e inizia così a cimentarsi in uno dei settori che lo porterà al successo: Becca oggi è a capo di una catena di Quick, piccoli fastfood, ed è proprietario di quattro tra i più rinomati ristoranti del Lussemburgo con prodotti italiani di altissima qualità. Dall'unione con sua moglie Neva nasce Flavio, diventato colui che attualmente sta portando avanti l'attività di famiglia. Al compimento del ventesimo anno del figlio Flavio, Aldo Becca, sotto gli occhi increduli dei suoi consulenti, decide di cedergli il 50 per cento dell'impresa di costruzioni. Quella scelta "ardua" con il tempo lo ha ripagato. Oggi anche il figlio è diventato un imprenditore di successo e una peculiarità contraddistingue il loro rapporto: nessuno dei due prende una decisione senza che prima abbia consultato l'altro. Attualmente Aldo, quel giovane partito dall'Umbria per cercare fortuna, è diventato una sorta di "re Mida" che riesce a trasformare in "oro" tutto quello che "tocca". Per la sua carriera di imprenditore è stato anche insignito, in occasione della festa della Repubblica italiana, dell'onorificenza di Commendatore Ossi (Ordine della Stella della Solidarietà italiana). Tante "sfide" vinte da Aldo Becca nel corso del tempo, ma il cuore è rimasto a Valtopina. Un amore sconfinato per la sua terra tanto da convincerlo a compiere un importante investimento acquistando un antico borgo: il Castello di Gallano. Uno splendido maniero che fu parte integrante di quelle terre ricche di castelli, chiese e monasteri che sin dal primo medioevo costituirono la federazione autonoma detta "Universitas". Nel castello dal 1085 vi si insediò un importante monastero benedettino che prese il nome di Santo Stefano di Gallano, il cui fondatore e primo abate fu un discendente della stirpe degli Atti di Nocera. Becca ha prima acquistato ciò che restava di quel maniero messo in ginocchio dal terremoto di 20 anni fa e poi lo ha trasformato in un resort da favola. Come la sua, quella di un bambino che è riuscito a realizzare un sogno.