Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Cuccioli abbandonati, numeri in crescita

Susanna Minelli
  • a
  • a
  • a

Si chiama Lucrezia ed è viva solo grazie al fortunato intervento dei volontari della Lega nazionale della difesa del Cane di Foligno che l'hanno salvata dai rifiuti e da una morte certa. Ora per lei si apre il periodo di attesa, si spera il più breve possibile, per cercare casa. Una storia, quella di questa cagnolina abbandonata che riporta l'attenzione su un fenomeno che purtroppo si va sempre più pronunciando e che con l'estate prende le sembianze di una vera emergenza. Basta dare un'occhiata ai social network per notare come siano tantissimi gli annunci e le segnalazioni riguardanti gli abbandoni. Come viene sottolineato dalla Lega nazionale della difesa del cane, “forse mai come quest'anno il delinquenziale fenomeno, purtroppo endemico, dell'abbandono dei cani e dei gatti neonati sta aumentando a dismisura. I rifugi di Lega Nazionale per la Difesa del Cane sono sovraffollati di piccini e praticamente ogni giorno ne arrivano di nuovi. Cuccioli, cuccioli, cuccioli, di tutte i colori, grandezze, giorni di vita. Con una caratteristica che li accomuna tutti quanti: essere gettati via come spazzatura nei luoghi più disparati: dall'aperta campagna agli anfratti fuori mano ai cassonetti della spazzatura. Tutti posti dove lasciarli equivale a condannarli non soltanto a morte certa ma a una straziante agonia”. Perché, come spiega Luca Lombardini, veterinario e vicepresidente Lndc: “La mancanza di cure parentali, di sostentamento e l'esposizione alle condizioni climatiche è come una lenta tortura alla quale quelle innocenti creaturine soccombono lentamente soffrendo anche per più di due giorni”. Cuccioli come Lucrezia, chiamata spesso affettuosamente Cipolla dai volontari della sezione Lndc di Foligno che l'hanno salvata. Quando è stata trovata per puro caso, sommersa come era dall'immondizia vicino a un cassonetto a Spoleto, la piccola era un microscopico fagottino di pelo con ancora gli occhietti chiusi e il cordone ombelicale attaccato. A differenza di tanti suoi simili che non ce la fanno lei è stata curata con dedizione, nutrita amorevolmente con il biberon e coccolata con affetto affinché non sentisse la mancanza della presenza materna e ora, a due mesi e mezzo, è un'amabile creatura che ha solo bisogno di una casa dove crescere felice con umani che le donino la serenità e la dignità che ogni essere senziente merita. Per informazioni e richieste di adozioni contattare Mirko Mela al numero 340.2204362.