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"Ero a Londra, gli inglesi hanno saputo reagire"

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alessandra Borghi
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"Quando sono arrivato a Londra due giorni fa ho trovato una città in assetto di guerra. Tutti i punti critici erano presidiati da uomini armati. Ho frequentato negozi e musei e in un caso mi hanno detto che non potevo portare lo zaino sulle spalle, ma solo tenendolo in mano. Erano già in preallarme dopo l'attentato a Manchester. Ma non si può prevedere tutto. I luoghi frequentati resteranno a rischio". A parlare è il consigliere regionale e medico perugino Attilio Solinas, che si trovava a Londra la sera dell'attentato al London Bridge. Ritiene che "la reazione degli inglesi sia stata molto efficiente, fredda e precisa con l'immediata uccisione dei responsabili". Racconta anche di una strana presenza in un bar dove guardava la partita della Juventus: "E' entrato un ragazzo con uno zaino con un fare sospetto. Hanno chiamato la polizia ma lui è sparito sul retro". Poi ha sentito le sirene per l'attentato consumato a un chilometro di distanza.