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Sollecito: "In carcere stavo per impazzire"

Riccardo Regi
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Il 16 gennaio la Corte d'Appello di Firenze si pronuncerà sul risarcimento di 516mila euro che hanno richiesto gli avvocati di Sollecito, Giulia Bongiorno e Luca Maori, per l'ingiusta detenzione subita dal ragazzo. Intanto lui, Raffaele Sollecito intervistato dl quotidiano Libero, torna su quei giorni vissuti in carcere: "Capisci di stare per entrare dentro l'inferno già da fuori, inizi a sentire l'aria asfittica, a percepire la disperazione che alberga sia al di qua che al di là delle sbarre.  Anche per le guardie non sei altro che un criminale come tutti gli altri già prima del giudizio. E' disumano il carcere in Italia. Sono stato io a rinunciare all'isolamento, una misura decisa per preservarmi da possibili ritorsioni e violenze da parte degli altri detenuti che, per il codice etico che vige tra di loro, puniscono chi fa del male ai più indifesi, donne, bambini, anziani. Trascorsi i primi due mesi, ho firmato per essere integrato con tutti gli altri, pur sapendo a cosa sarei andato incontro, solo perché isolato stavo per impazzire".