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Natale, boom del "made in Italy": 2,3 miliardi in cibo e bevande

Jacopo Barbarito
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È aumentata del 5 per cento in un anno la spesa in cibo e bevande degli italiani per le feste. Sono 2,3 i miliardi dedicati alla cena della Vigilia e al pranzo di Natale che, per nove italiani su dieci, sono stati tra le mura domestiche assieme a parenti e amici, con un record medio di 3,3 ore trascorse in cucina per la preparazione dei piatti. Tra le ricette prevale il Made in Italy, mentre calano i cibi esotici e fuori stagione. È quanto emerge da un bilancio della Coldiretti sul tradizionale appuntamento di fine dicembre che vede riunirsi intere famiglie, da Nord a Sud della penisola. Tra la Vigilia e Natale 2016 gli italiani hanno speso 86 euro a famiglia. In tutto lo Stivale e isole, 800 milioni di euro per pesce, carne e salumi; 400 milioni di euro per spumante, vino ed altre bevande; 300 milioni di euro per dolci con gli immancabili panettone, pandoro e panetteria; 400 milioni di euro per ortaggi, conserve, frutta fresca e secca; 200 per pasta e pane; 100 milioni di euro per formaggi e uova. Prodotto immancabile per quasi nove italiani su dieci, l'89 per cento del totale, lo spumante, a pari merito con la frutta locale di stagione. Mentre il panettone, con il 75 per cento di preferenze, batte il pandoro fermo al 72. Solo il 10 per cento degli italiani si è recato al ristorante, mentre il 2 per cento ha optato per gli agriturismi. L'88 per cento ha cucinato e consumato la cena del 24 dicembre e il pranzo del 25 a casa. A prevalere, in ogni caso, sono stati i prodotti nazionali. Piatti preparati, in anticipo o all'ultimo momento, ma sempre in cucina con i propri cari, a seconda della propria tradizione culinaria di riferimento: tra i grandi classici, cappelletti in brodo, pasta con l'astice, bolliti con le rispettive salse, pizze rustiche e dessert casalinghi.