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"Tumori e ceneri, vogliamo più controlli"

Alessandro Antonini
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Hanno chiesto l'aggiornamento del registro regionale dei tumori, in particolare sull'incidenza delle neoplasie in Valnestore: il comitato Soltanto la salute, nella conferenza stampa a palazzo Cesaroni sull'inchiesta per l'interramento di rifiuti e ceneri, ha rilevato come i numeri - che comunque indicano un tasso superiore alla media regionale - siano fermi al 2011. "I dati empirici che stiamo raccogliendo - ha spiegato il presidente del comitato Ivano Vitali- ci dicono in un picco proprio in questi ultimi anni. Un dato in crescita suffragato anche dalle previsioni dei medici dell'Isde che parlano di 25-30 anni di tempo per l'emersione del fenomeno. E se consideriamo che certe emissioni da combustibili non adeguati agli elettrofiltri dell'allora centrale si sono verificati sino agli anni Novanta ci sono ancora dieci anni da attendere". Con Vitali gli altri esponenti del comitato, Cristina Mencaroni, Cinzia Marchesini, Luca Sargentini e il geologo Riccardo Bistocchi. È stato richiesto anche l'intervento di Ispra, l'istituto nazionale di protezione ambientale, per avere un raccordo con le altre inchieste sul traffico di ceneri e rifiuti da La Spezia. E sul tema si sono chiesti controlli - quelli effettuati ad oggi sono giudicati insufficienti - su tre aree dove sono stati portati gli scarti industriali liguri: zona industriale Potassa, a Tevernelle, Macereto (dove su tredici famiglie nove hanno problemi con il cancro, riferiscono) e la discarica privata dove già Arpa ha preso provvedimenti. Anche se "prevedere come misura di sicurezza ricoprire le ceneri affioranti con un metro di terra - ha attaccato Vitali - è uno schiaffo ai malati". Sono stati esternati timori in merito alla riqualificazione dell'area: la paura è che non siano effettuate tutte le bonifiche necessarie - come è già successo in passato con Valnestore sviluppo nello scambio di terreni e risorse economiche con Enel - e che possa arrivare l'inceneritore. Una situazione esplosiva in cui si chiedono risposte e atti concreti alla commissione ecomafie, alle istituzioni regionali e locali, confidando nell'operato della magistratura.