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Inchiesta Gesenu, 300 cittadini e 15 aziende chiedono i danni

Alessandro Antonini
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Trecento cittadini residenti nell'area di smaltimento dei rifiuti e 15 aziende agrarie e agrituristiche si dicono danneggiati. Si costituiranno parte civile nell'eventuale processo contro Gesenu.I loro immobili si sarebbero svalutati e le rispettive famiglie sarebbero state esposte per anni a quello che definiscono con tutta evidenza un potenziale danno alla salute. La presunta mala gestio della discarica di Pietramelina - per cui è stato arrestato ai domiciliari il direttore Giuseppe Sassaroli e altri 13 funzionari risultano indagati per danno ambientale, truffa e gestione illecita di rifiuti - si arricchisce di un nuovo capitolo. Il comitato Inceneritori zero, presieduto da Marco Montanucci, da trent'anni si batte contro Gesenu - ottenendo due condanne nel 2008 e nel 2010 - e nei giorni scorsi ha incaricato i legali dell'Unione nazionale consumatori (Corrado Canafoglia e Giulia Montesi) per partecipare al nuovo dibattimento che dovesse seguire all'inchiesta Spazzatura d'oro e per richiedere in sede civile 75 mila euro di rimborsi delle vecchie sentenze: per le cui pene c'è stata sì la prescrizione ma non è stato cancellato il diritto di risarcimento in sede civile, sancito da quelle stesse sentenze di sei e otto anni fa. L'altra richiesta è di “tombare definitivamente la discarica e procedere con la bonifica dello stesso impianto e di tutta l'area circostante”.