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Dare dell'omosessuale non è un'offesa

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Riccardo Regi
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"Nel presente contesto storico è da escludere che il termine omosessuale abbia conservato un significato intrinsecamente offensivo come, forse, poteva ritenersi in un passato nemmeno tanto remoto". Lo sottolinea la Cassazione, spiegando che la parola è entrata nell'uso corrente e attiene alle "preferenze sessuali dell'individuo, assumendo un carattere neutro e non denigratorio" anche nel caso in cui sia rivolta a una persona eterosessuale.