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Sgarbi su Sant'Eutizio: "Ecco perchè l'abazia non si poteva salvare"

Sergio Casagrande
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Incontriamo Vittorio Sgarbi proprio davanti a quello che rimane dell'abbazia di Sant'Eutizio, nella zona di Preci. E' arrivato fin qui per vedere di persona i danni causati dal terremoto ai tesori dell'arte. Sa che quest'abbazia, proprio pochi giorni prima di questa devastazione, era finita al centro di un'accesa polemica? “Sì, conosco bene la sua storia. E anche quella recente. So che qualcuno ha accusato la Soprintendenza di non aver fatto bene il suo lavoro. O meglio di non aver tentato tutto il possibile per salvare l'abbazia dalla furia del terremoto...” E lei, che ne pensa? “Che tutto questo non si poteva evitare. O meglio, si poteva forse evitare costruendola da un'altra parte. E, visto che ormai era qui da secoli, un luogo alternativo era impossibile da trovare. Quindi che fare? Diamo la colpa agli antichi?” Lei, quindi, difende la Soprintendenza? “Io non difendo nessuno. Dico soltanto quello che vedo... L'evidenza è che l'abbazia è stata travolta dalla montagna che è scesa giù. Non è l'abbazia che è finita al suolo da sola perché non ha retto alle scosse. Le è venuta addosso un costone di terra che ha portato via tutto quello che ha trovato durante la sua discesa. A chi dare, quindi, la colpa? A chi all'epoca della sua costruzione ha scelto questo luogo? Quando ti cade una cosa in testa come una montagna, tu credi forse di poter riuscire a fermarla? Alla base c'è un problema metafisico: il movimento della montagna dipende da Dio; non dalla protezione che fanno o non fanno gli uomini...” Crede che il patrimonio storico e artistico ferito di queste terre sia ormai irrecuperabile? “Credo che nonostante il duro colpo subito ci sia molto da recuperare, da ricostruire e da consolidare. Una cosa è certa: tutto questo va fatto il più presto possibile e con il più grande sforzo possibile. Abbiamo tesori di inestimabile valore e per quello che è possibile bisogna eseguire la miglior ricostruzione storica possibile sugli stessi luoghi dove questi tesori sono nati o sono stati creati all'origine”.