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Campi e Ancarano borghi fantasma: i residenti sono "fuggiti"

Jacopo Barbarito
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Sfollati e conta dei danni, che non hanno risparmiato gli edifici pubblici. Sono circa 300 le persone accolte nei centri di accoglienza di Norcia, Campi e Ancarano, le frazioni più colpite dalle due violente scosse del 26 ottobre. Borghi fantasma da cui sono fuggiti anche i residenti stabili ora tutti raccolti nelle sedi delle due pro loco, dove sono state riportate in fretta e in furia circa 150 brandine. Ad Ancarano è stata anche allestita la tensostruttura che ospiterà la mensa, così come al Palatennis di Norcia dove si è rifugiato Ivano, 59 anni, da dieci residente a Norcia. Lui nel cuore della Valnerina già duramente colpito nel 1979 e di nuovo nel 1997 è un'eccezione: "Per me è il primo terremoto - racconta - sono vestito così da mercoledì sera quando ho lasciato la mia casa vicino alla chiesa dell'Addolorata, ho compilato il modulo dei pompieri per essere accompagnato a recuperare l'essenziale e sono in attesa. Il mio appartamento - va avanti - non è danneggiato ma ci sono dei rischi esterni legati alla chiesa, per cui siamo venuti qui al dormitorio, io come diversi vicini mentre altri dormono in macchina". Non sono gli unici. Molti infatti hanno trascorso la seconda e la terza notte in auto, oltreché nei camper o nei garage, tra loro anche chi è già stato collocato negli alberghi a seguito del sisma del 24 agosto. Soltanto a Norcia si tratta di circa 300 persone, a cui se ne aggiungono quasi un migliaio che si arrangiano col contributo per l'autonoma sistemazione. Servizio integrale a cura di Chiara Fabrizi sul Corriere dell'Umbria del 29 ottobre