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Terremoto, dichiarate inagibili le chiese e alcune scuole

Roberto Minelli
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Inizio di scuola posticipato per alcuni studenti del Nursino a causa del terremoto. Sono stati effettuati dai tecnici del comune di Norcia, della Protezione civile e dei vigili del fuoco i sopralluoghi negli edifici scolastici al fine del rilascio dei rispettivi nulla osta al loro utilizzo. L'edificio della scuola dell'infanzia e primaria è stato dichiarato inagibile pertanto il Comune di Norcia si è prontamente attivato al fine di predisporre dei moduli sostitutivi che verranno messi a disposizione dall'Anci. Per motivi di ordine tecnico quindi l'inizio delle lezioni previsto per il 12 settembre 2016 potrebbe essere posticipato, in tal caso sarà fornita tempestivamente la relativa comunicazione. Per quanto riguarda gli edifici scolastici del primo e secondo grado risultano essere agibili previo pronto intervento su alcune finiture pertanto per questi ordini di scuole le lezioni inizieranno regolarmente il 12 settembre. Nello specifico il primo settembre comincerà regolarmente il nuovo anno scolastico con la segreteria operativa presso il plesso Battaglia (per gli esami degli alunni con debito formativo) e con lo svolgimento regolare degli impegni previsti. Gli esami degli alunni con debito formativo sono stati posticipati al 7 settembre 2016. Per quanto riguarda i luoghi di culto, dal sopralluogo effettuato da Marica Mercalli, soprintendente per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell'Umbria, è emerso che tutte le chiese del territorio nursino sono risultate inagibili. A cominciare da martedì 30 agosto sarà la soprintendenza stessa a provvedere alla verifica statica degli edifici di culto e alla messa in sicurezza delle opere d'arte. Il sindaco Nicola Alemanno ha dichiarato espressamente che la custodia delle opere d'arte ed il successivo restauro dovrà essere fatto a Norcia per evitare che il territorio venga depauperato ancora una volta di beni storici, artistici e culturali che costituiscono l'identità della comunità, cosa che è invece accaduto nei precedenti terremoti quando le opere d'arte portate all'esterno del territorio, per le più svariate ragioni, non hanno più fatto ritorno nelle comunità di provenienza.