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Terremoto, la torre di San Pellegrino come il torrino di Foligno

Sergio Casagrande
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Per l'Umbria era diventato subito il simbolo di questo terremoto che ha colpito anche la Valnerina. Il simbolo di una regione, che seppur ferita come il Lazio e le Marche dalle forti scosse telluriche iniziate il 24 agosto agosto, ha comunque “tenuto” più degli altri territori alla furia del sisma. Ma, alla fine, anche questa volta, come 19 anni fa, ha vinto lui: il terremoto. A San Pellegrino, frazione di Norcia, dopo la fortissima scossa delle ore 3.36 di mercoledì scorso, la torre campanaria della chiesa della Madonna di Montesanto, seppur seriamente danneggiata, era rimasta in piedi. E le grandi lancette del suo orologio si erano fermato al momento della scossa. Anche l'arcivescovo di Spoleto e Norcia, monsignor Riccardo Boccardo, tra i primi ad arrivare mercoledì mattina a San Pellegrino per prestare conforto agli abitanti, era rimasto colpito dal messaggio crudele lasciato dal sisma su questo campanile. Ma a San Pellegrino in molti lo avevano considerato un segnale di speranza: la torre, rimasta su, era vista dai terremotati del paese come il simbolo di una comunità ferita, ma non piegata. E tutti speravano di risentire presto suonare di nuovo le sue campane. Ma all'alba di giovedì 25, la forte scossa delle 5.17 non ha avuto pietà: la torre campanaria è crollata facendo piombare a terra le antiche campane di bronzo che hanno emesso un suono sinistro. La storia, purtroppo, si è ripetuta proprio come 19 anni fa. Quando il terremoto non ebbe pietà del torrino di Foligno. Per vederlo restaurato completamente ci sono voluti 10 anni esatti. Chissà, quanti ce ne vorranno a San Pellegrino per fare altrettanto...