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Carsulae, ritrovata la discarica dei romani

Simona Maggi
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Esistono luoghi capaci di suscitare emozioni senza tempo e di far rivivere la storia di popoli che hanno segnato un'epoca. L'area archeologica di Carsulae a Terni è una di queste. Oltre ai lavori di "ripristino funzionale" del teatro romano sono ripresi, a giugno, anche quelli di scavo e restauro nel "Quartiere Nord - Est" dell'area archeologica di Carsulae. A dirigere i lavori è il team di archeologi e restauratori dall'associazione culturale Astra Onlus (Associazione per lo studio del territorio la ricerca e l'archeologia), diretto dagli archeologi Luca Donnini e Massimiliano Gasperini, con la collaborazione internazionale della Macquire University di Sidney, i cui studenti, coordinati da Jaye Mackenie Clark, hanno partecipato alle operazioni di scavo e nel mese di settembre procederanno con lo studio dei materiali emersi durante la campagna in corso. “Gli obiettivi - spiega Massimiliano Gasperini - della presente campagna di scavo sono molto ambiziosi, poiché si punta, con una serie di interventi mirati, a comprendere la cronologia delle varie fasi di ricostruzione che hanno riguardato la città romana di Carsulae e le relative motivazioni. L'area oggetto di intervento infatti, nonostante si collochi in un punto periferico della città, riveste una particolare importanza, poiché è a diretto contatto con una grande dolina, che corrisponde al crollo di una cavità carsica sotterranea, la cui genesi può aver pesantemente influenzato l'evoluzione urbanistica di Carsulae. Le ricerche hanno infatti dimostrato che quest'area, dopo il crollo, venne utilizzata come discarica di materiale databile tra la fine del I secolo a.C. e gli inizi del I secolo d.C., che sta emergendo in quantità del tutto eccezionali. Inoltre, i lavori stanno riportando alla luce una serie di ambienti ed un lastricato che dovevano originariamente essere utilizzati per fini commerciali- produttivi. Al momento sono in fase di scavo i livelli pavimentali degli ambienti e gli strati di riempimento della grande dolina, dalla quale stanno emergendo decine di frammenti di ceramica sigillata italica decorati, bolli di fabbrica e lucerne finemente decorate”. I lavori sono iniziati sotto la direzione scientifica della Soprintendenza nel 2013 e da quest'anno diretti, su concessione ministeriale, da Astra. Fondamentale è stato il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni che ha reso possibile la ripresa delle indagini archeologiche in questo settore della città. I lavori proseguiranno anche a settembre ed ottobre. C'è la possibilità di visite guidate ai cantieri di scavo in corso.